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il triathlon lungo  

Marra, un uomo di ferro alla conquista di Lanzarote

Francesca Lenzi
Marra, un uomo di ferro alla conquista di Lanzarote

Il cinquantenne disputerà l’Ironman, disciplina durissima (nuoto, ciclismo e corsa) «Ho fatto i salti mortali per essere qui alle Canarie, sto bene e sono pronto»

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piombino. Lanzarote è un’isola delle Canarie. La più selvaggia dove, fra vulcani e parchi naturali, cactus e natura incontaminata, arrivano a frotte surfisti in cerca dell’onda perfetta. Posizionata nella parte più orientale dell’arcipelago, si trova soltanto a un centinaio di chilometri dal Marocco e sabato ospiterà un evento sportivo per veri appassionati: l’Ironman Lanzarote, una fra le più dure e lunghe competizioni in Europa e non solo. Per Ironman si intende una delle distanze del triathlon, disciplina caratterizzata dall’insieme di nuoto, ciclismo e corsa. Considerata come triathlon super lungo, rappresenta un vero impegno a superare i propri limiti, con 3,86 km di nuoto, 180,260 in bicicletta e 42,195 di corsa. La distanza è così decisamente più lunga rispetto al triathlon olimpico che misura 1.500 metri di nuoto, 40 km in bici e 10 km di corsa. Detto questo, a Lanzarote sabato parteciperà alla gara anche un piombinese, Alessandro Marra, ormai esperto di triathlon, ma all’esordio in un Ironman. «Grazie a tutti per gli auguri – ha scritto su Facebook l’atleta che domenica ha compiuto 50 anni – Mi trovo qui per l’Ironman Lanzarote e, dopo quasi due anni fra infortuni e Covid, finalmente sarò fra i partecipanti provenienti da tutto il mondo. “El mas duro”, così viene battezzato uno degli Ironman più duri al mondo per caratteristiche poco favorevoli, un dislivello di 2.300 metri e tanto vento».

«Sarà dura, ma darò il massimo – dice Marra – Finora avevo fatto solo triathlon medi e olimpici. Ho iniziato questa disciplina da 7-8 anni e, dopo i vari step, adesso sono pronto per togliermi questa soddisfazione. Spero che in futuro ce ne siano altre. Intanto c’è Lanzarote. Gareggio con la squadra Tri Evolution Team di Firenze. Mi trovo qui già da qualche giorno per questione di tempi, fra tamponi e quant’altro. Cosa mi aspetto? Tanto, onestamente. Sarà dura, questo sì. Mi sono preparato ma non ho riferimenti. Mi sono allenato negli ultimi tre mesi con un programma con chilometraggio in aumento. Sul nuoto non ho problema, le parti difficili sono la bici e la corsa. A ogni modo, fisicamente sto bene. Nonostante abbia iniziato un po’ tardi. Per gare del genere servirebbero almeno cinque mesi di allenamento. D’altra parte è difficile conciliare allenamento e lavoro. Nella vita faccio tutt’altro, il manovratore di mezzi meccanici a Campiglia. E poi ci sono la casa e la famiglia. Insomma, ho fatto i salti mortali per essere qui, e adesso sono pronto». —

Francesca Lenzi

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