Il Tirreno

Coppa Italia e promozione in serie A2 L’annata pazzesca di Edo Pedroni

Francesco Massei
Coppa Italia e promozione in serie A2 L’annata pazzesca di Edo Pedroni

Stagione record per il play piombinese a Piacenza. E quella foto di piazza Bovio messa dai compagni nello spogliatoio

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Francesco Massei

PIOMBINO. Vincere un trofeo non è mai facile, figurarsi due all’interno della stessa stagione. È il caso della Bakery Piacenza del piombinese Edoardo Pedroni che, mercoledì scorso, ha ottenuto una storica promozione in serie A2 battendo in gara5 della finale playoff la Libertas Livorno. Un successo da non dimenticare per l’ex Golfo Pedroni, già fresco vincitore della Coppa Italia lo scorso aprile e che adesso aggiunge al proprio palmares anche un’indimenticabile promozione nella seconda serie della pallacanestro nazionale.

Pedroni, Coppa Italia e promozione in serie A2: se l’aspettava un’annata del genere?

«È stata una stagione fantastica, una di quelle che mi porterò dietro per tutta la vita. Certamente non capita tutti gli anni di vincere sia la Coppa che il campionato: tanto per dare l’idea, il giorno dopo la promozione non riuscivo a rendermi conto se fosse successo veramente o se fosse solo frutto della mia immaginazione. È stato un anno fantastico, divertente e bello perché oltre a essere una squadra in mezzo al campo eravamo anche un grande gruppo di amici che stavano bene insieme anche fuori dal parquet».

Una stagione tirata che poi ha visto il suo culmine nei playoff. Quanto sono stati difficili?

«I playoff sono stati qualcosa di veramente magico: dentro di noi c’era grande voglia di iniziare a giocarli perché sapevamo che finalmente sarebbero arrivate le partite che contavano veramente. C’è da dire poi che non abbiamo potuto giocare il secondo turno a causa del focolaio di Covid che ha colpito Rimini, quella che sarebbe dovuta essere la nostra avversaria, e ciò ci ha portato ad avere ancora di più gli occhi addosso».

A regalarvi la promozione, una serie combattutissima con la Libertas Livorno.

«La finale con Livorno è stata una battaglia avvincente: la Libertas è stata veramente una grande avversaria che ha meritato di giocarsi la finale. Tutte le partite della serie sono state diverse l’una dall’altra: abbiamo esordito in gara1 davanti al nostro pubblico con una vittoria di 29 punti. In gara2 invece abbiamo sbagliato completamente l’approccio iniziale e ciò ha indirizzato la partita nelle mani della Libertas. Giunti poi sul campo di Livorno, dove con le spalle muro siamo riusciti a vincere nonostante tutto: un’autentica impresa. Gara4 è stata la gara in cui abbiamo sofferto troppo la loro intensità e Livorno ci ha massacrato vincendo con più di venti punti di scarto. La bella davanti al nostro pubblico è stata una partita fantastica, bellissima: un inizio pazzesco, siamo stati bravi a condurre nei primi minuti e contrastare gli avversari quando avevano provato a rientrare sul punteggio».

Tra Coppa Italia e campionato quale è stata la vittoria più bella?

«La vittoria del campionato è stata vissuta in modo diverso: ad aprile, quando abbiamo conquistato la Coppa Italia, eravamo nel bel mezzo delle restrizioni con i palazzetti chiusi e il pubblico che mancava. Fino ai primi di giugno abbiamo giocato in questo clima surreale: il tifo fa parte della partita e disputare partite senza il pubblico è stata dura. Mercoledì invece, quando abbiamo battuto Livorno conquistando la promozione, abbiamo potuto festeggiare con i nostri tifosi che erano tornati al palazzetto: vedere il pubblico in campo a gioire con noi è stato fantastico».

Dopo due anni come valuta l’esperienza a Piacenza?

«Dopo quattro stagioni con la squadra della mia città, pensai che fosse arrivato il momento di provare un’annata lontano da casa. Accettai l’offerta di Piacenza, una società che conoscevo: adesso posso dire che sono stati due anni veramente belli. Al di là dei successi, la cosa che mi porterò dentro è l’affetto e il calore del pubblico che mi ha accolto fin da subito come se fossi uno di casa».

A chi dedica questa vittoria?

«Festeggio questo trionfo con la mia famiglia, la mia fidanzata e gli amici a cui va la dedica per queste due vittorie: tutte queste sono state le persone che mi sono state vicine nei momenti belli e ma anche in quelli brutti. Non mi hanno fatto mai mancare niente, standomi sempre vicini. Volevo poi dedicare questa promozione anche alla mia città, a Piombino. Sono fortemente legato alle mie origini, non dimentico da dove vengo e ovunque vado parlo sempre bene della mia città. La difendo sempre. A proposito, un piccolo aneddoto: una volta giunti ai playoff, non potendo tornare a casa, i miei compagni mi hanno attaccato la foto di piazza Bovio nel mio posto in spogliatoio proprio perché consapevoli del rapporto speciale che ho con la mia città». —

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