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Cantelli lascia dopo 35 anni La scuola calcio va a Bardocci

Francesca Lenzi
Cantelli lascia dopo 35 anni La scuola calcio va a Bardocci

Cambio della guardia ai vertici dello staff tecnico biancoceleste «Mi mancherà allenare ma sono contento per questa nuova esperienza»

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venturina. 35 anni nel Venturina. Come allenatore delle giovanili fino agli Juniores, e poi come responsabile della scuola calcio. Ma ora ha detto basta. Non perché se ne voglia andare chissà dove ma perché ha bisogno, dopo tanto tempo, di fermarsi, di ricaricare le pile. E poi magari tornare con più smalto, e con la stessa voglia di prima, in quella società che è una seconda famiglia.

Cambio di ruolo ai vertici dello staff tecnico del Venturina calcio. Franco Cantelli lascia dopo vent’anni il posto da responsabile della scuola calcio, e viene sostituito da Giovanni Bardocci.

«Da quando abbiamo rifondato il Venturina, Franco ha sempre svolto quel ruolo – le parole di Simone Poli, presidente della società biancoceleste – È una bandiera che ha allenato anche tanti di noi da bimbetti. Poi è rimasto sempre nell’ambiente. Quando quest’anno l’ho chiamato per riconfermarlo, mi ha detto di avere bisogno di staccare un po’. Abbiamo provato a convincerlo ma se una persona, dopo così tanti anni, chiedere di avere tempo, è anche giusto riconoscere uno stop fisiologico. Lo stesso Covid ha portato tanto stress mentale. Da parte mia e di tutta la società non possiamo che ringraziare Franco per tutto quello che ha fatto. Non è un addio il suo. Spero che continuerà a darci una mano. Siamo cresciuti anche grazie alla sua esperienza. Gli ho parlato da presidente, ovviamente, ma per me Franco è anche una persona che conosco da quando ero piccino e a cui voglio bene. Finisce il rapporto come responsabile della scuola calcio, ma non quello con il Venturina».

La società biancoceleste, mentre si prepara a ripartire con tutti i campionati (la prima squadra è completa, con la conferma di larga parte del gruppo preesistente) continua con i tornei federali per il settore giovanile, mentre dà il benvenuto a un volto noto come quello di Bardocci.

«Sono contento che Giovanni sia tornato a Venturina – dice Poli – È la prima persona che mi è venuta in mente per il responsabile della scuola calcio».

«Sarei rimasto volentieri a Riotorto, ma per motivi personali non potevo sostenere un impegno fisso – spiega Bardocci, tre anni fa a Venturina come responsabile del settore giovanile insieme a Roberto Pistolesi, nella passata stagione mister del Riotorto – Ho dovuto lasciare i giallorossi a malincuore, perché là ero stato accolto benissimo e stavo alla grande. Stavamo facendo un bel lavoro, in un ambiente tranquillo e in una dimensione giusta per me. Dopo la rinuncia alla panchina del Riotorto sono stato chiamato dal Venturina per la funzione di responsabile della scuola calcio. Inizialmente ho rifiutato, considerando il ruolo fra i più importanti a livello tecnico per una società. Poi, parlando delle mie problematiche con la dirigenza, e avendo ricevuto carta bianca sulla gestione, ho accettato. E sono orgoglioso. A Venturina avevo fatto tutto. Mi mancava giusto questo. Mi spiace non poter allenare, ma sono contento per la nuova esperienza. Chiaramente vogliamo proseguire il lavoro di Franco, cercando di dare una struttura anche un po’ più ampia, nell’obiettivo di migliorarci sempre».

«35 anni è il tempo che sono stato nel Venturina, dove ho allenato le giovanili, dai primi calci agli Juniores regionali – afferma Cantelli, classe 1960 – Poi sono passato a responsabile della scuola calcio e ormai sono vent’anni. Dopo tutto questo tempo ho bisogno di fermarmi un attimo. Non perché ci siano problemi. Anzi, devo solo dire grazie alla società, a partire da Simone Poli e dal vicepresidente Alberto Martini. Un grazie infinito anche a Roberto Pistolesi e ad alcuni consiglieri che hanno provato a convincermi a restare. Grazie a tutti, dagli istruttori che hanno collaborato con me alla scuola calcio, fino a Serena Cerboneschi e Paolo Ingegneros. Mi fermo, ma non vado da nessun’altra parte. Mi prendo un annetto di pausa, restando sempre a disposizione del Venturina. E magari l’anno prossimo chiederò di rientrare nel gruppo. Ora, però, devo fermarmi. Il Covid? Beh, quello ha indebolito tutti noi, ma la mia è proprio stanchezza. Dopo tanti anni sento il bisogno di fermarmi per ricaricare le pile. Non è un addio. Sono stato contattato anche da altre società, ma non vado. Mi sento sempre del Venturina». —

Francesca Lenzi

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