Il Tirreno

Piombino, il secolo nerazzurro raccontato dal Tirreno: il magazine in omaggio

Luca Centini
La copertina del magazine. A destra Piombino-Juventus: Bianchi con Anastasi
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La copertina del magazine. A destra Piombino-Juventus: Bianchi con Anastasi

Storie, giocatori e imprese indimenticabili: sul prato del Magona ha sognato una città. Domani (sabato 5) in edicola, in regalo con il giornale, lo speciale di 52 pagine su carta patinata

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Il pallone di cuoio duro come il marmo, legato con le stringhe. Il primo campo sportivo in piazza Dante, reso praticabile dagli stessi giocatori che spalarono la terra, rimossero massi e coprirono le buche. Maglia con maniche lunghe e pantaloni sotto il ginocchio. E quelle strisce nerazzurre, destinate a restare scolpite nell’immaginario di generazioni piombinesi.

È il 1921: nasce l’Unione Sportiva Piombinese. È l’inizio di una storia gloriosa e di un legame d’acciaio tra il calcio e la città. Quest’anno il Piombino calcio compie cent’anni e Il Tirreno ha voluto fare un regalo speciale ai tifosi nerazzurri. Domani, in edicola con il giornale, c’è il magazine di 52 pagine su carta patinata dedicato alla storia del calcio di Piombino. Dall’era dei pionieri all’epoca d’oro della Serie B degli anni Cinquanta, il picco più alto mai raggiunto dallo sport della città, dalla squadra rock’n roll degli anni Settanta capitanata da Luciano Bianchi, alla rifondazione degli ultimi anni, con la nascita dell’Atletico Piombino e il ritorno al successo dopo stagioni difficili annaspando nelle categorie inferiori.

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Riassumere una storia di cent’anni in 52 pagine non è un’impresa semplice. Così come non è facile rendere onore ai tanti campioni del passato e del presente che sono scesi in campo al Magona, il teatro dei sogni per generazioni di piombinesi.

Il magazine si apre con il racconto scritto dal nostro direttore, Stefano Tamburini, che ha cominciato il suo cammino nel giornalismo nella redazione piombinese del Tirreno, seguendo fra le altre cose anche l’epoca nerazzurra degli anni ottanta.

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Nelle pagine successive abbiamo provato a ripercorrere decennio dopo decennio la storia dei nerazzurri, aiutati dalle fotografie concesse da Giovanni Gualersi, autore del libro “Piombino Calcio”, e dal fotografo del Tirreno Paolo Barlettani. Siamo partiti da piazza Dante, il primo campo di gioco messo in piedi per praticare quello strano sport inventato dagli inglesi, abbiamo calpestato il terreno del Salvestrini e, infine, del mitico Magona, inaugurato nel 1938. Siamo usciti dal sottopassaggio per ritrovare in campo i campioni che portarono la squadra fino alle Serie B. E abbiamo rigiocato con loro la partita delle partite. Quando la squadra di acciaio trascinata dai piombinesi Doriano Carlotti e Bruno Mezzacapo umiliò la grande Roma con un 3-1 rimasto nella leggenda. Tanti, tantissimi i protagonisti della storia nerazzurra: l’allenatore dell’epoca d’oro Bruno Mochi, campioni del calibro di Nedo Sonetti e Ferruccio Valcareggi, grandi giocatori locali come Rolando Batistini, Furio Vemati, Alfredo Pierozzi, i fratelli Franco e Giuliano Cioni, Gino Ieri, solo per citarne alcuni. Fino ai protagonisti di epoche più recenti come Luciano Bianchi, Raimondo Medda, Stefano Da Mommio, Alessandro Tognarini. Il Tirreno si è persino divertito nella missione impossibile di mettere in campo la top undici dei giocatori nerazzurri e piombinesi più forti di sempre, in un gioco che ha messo assieme calciatori di tempi e campionati diversi. Nel magazine, inoltre, la giornalista del Tirreno Francesca Lenzi ha intervistato alcune bandiere del calcio piombinese, a partire dal capitano e recordman di presenze Luciano Bianchi, l’uomo che segnò un gol su calcio di punizione alla Juventus nell’amichevole del 1975, fino ad Aldo Agroppi che in nerazzurro esordì da ragazzino, prima di intraprendere una grande carriera da giocatore e allenatore. Una chicca è l’incursione a casa Pierozzi, con l’intervista doppia ad Alfredo, grande giocatore nerazzurro del passato, e a Simone, giocatore di epoche più recenti, autori di quasi 140 reti con il Piombino. E poi la chiacchierata col presidente Massimiliano Spagnesi. Sì, perché la storia nerazzurra mica è finita. Al Magona si tornerà a giocare presto. E la città sarà pronta a urlare, ancora una volta, “Alè Piombino!”. —

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