Gioco
Intervista a Mattia Venucci, regista del riscatto gialloblù: «Peccato solo per i playoff, avremmo detto la nostra»
«Inizio sfortunatissimo, poi con Cagnazzo siamo venuti fuori». Ecco come la pensa il playmaker
PIOMBINO. Stagione ufficialmente conclusa per il Basket Golfo Piombino. Certificata la permanenza in categoria grazie alla salvezza raggiunta all'ultima giornata con la vittoria ad Alba, la squadra allenata da coach Damiano Cagnazzo ha terminato anche gli ultimi allenamenti.Adesso, un po' di meritato riposo in attesa di entrare nel vivo del mercato estivo. Mercato estivo che non riguarderà certo Mattia Venucci, una delle colonne del Golfo. Venucci infatti vestirà ancora la canotta gialloblù visto il contratto in essere con la società di patron Lolini.Al rientro a Piombino dopo quattro anni tra serie A2 e B (Chieti, Pavia e Faenza), la stagione di Venucci è stata in linea con quella della squadra: tanta sfortuna nei primi mesi di campionato (due infortuni oltre al Covid) ma grandi prestazioni nella seconda fase (terzo nella classifica generale del girone come media valutazione, secondo in quanto ad assist forniti ai compagni).«Sono stato davvero sfortunato - dice proprio il play sanvincenzino - Al rientro dal Covid ho accusato subito un infortunio al gomito che mi ha impedito di essere al meglio: ho sempre giocato nel frattempo ma in condizioni non ottimali a causa proprio di questo problema. Quando ero riuscito a riprendere la forma, poi, mi sono rotto un dito della mano nel derby a Cecina».
Venucci, ora che la stagione si è conclusa, quale è il suo bilancio?
«Dividerei l'annata in due parti: inizialmente abbiamo avuto tantissima sfortuna. È vero, tutte le squadre sono state penalizzate dal Covid ma a noi il virus ci ha colpiti nel mezzo della preparazione, un periodo speciale e importantissimo. Poi, avevamo un metodo di gioco che non esaltava appieno le nostre qualità. Nella seconda parte di stagione invece, da quando è arrivato coach Cagnazzo e nel frattempo abbiamo ripreso una condizione fisica e atletica accettabile, c'è stato un cambio di passo. Siamo felici di aver fatto una seconda fase quasi perfetta (sei vittorie nelle otto gare disputate), dispiace solo per quella gara persa in quel modo con Rimini: se l'avessimo vinta (gialloblù sconfitti di un punto dopo aver toccato le 16 lunghezze di vantaggio a 6' minuti dalla fine, ndr) saremmo andati ai playoff. Non so quante squadre sarebbero riuscite a raddrizzare una stagione così complicata».
Anche per lei un'annata caratterizzata da tanto sfortuna: due infortuni che non le hanno permesso di essere al meglio, almeno nella prima fase
«Sì, sono stato davvero sfortunato. Dopo il Covid ho accusato subito un infortunio al gomito che mi ha impedito di essere al meglio: ho sempre giocato nel frattempo ma in condizioni non ottimali a causa proprio di questo problema. Quando ero riuscito a riprendere la forma mi sono subito rotto il dito della mano nel derby a Cecina. Alla fine però, almeno dal mio rientro a marzo, credo di aver dato il mio contributo anche nelle partite più importanti (la bomba pesantissima a Cesena o i 42 di valutazione contro Imola, ndr). Avrei giocato molto volentieri i playoff: sono sincero, sarei riuscito a disputare qualche partita in più in un periodo in cui fisicamente stavo bene, ma soprattutto ero convinto che avremmo potuto dire la nostra anche lì: il nostro gruppo aveva enormi potenzialità e poi i playoff sono la parte più bella del campionato».
Aver mancato la post-season per la differenza canestri è un bel rammarico, no?
«Sicuramente. Quando arrivi a pari punti con due squadre che hai battuto in campionato (Cesena e Firenze, ndr) ma nei confronti delle quali sei dietro per una regola particolare non può che dispiacere. In ogni caso è stato un campionato molto difficile: il nostro girone era davvero tosto e tutte le squadre potevano vincere contro chiunque. Penso a noi quando in condizioni davvero difficili siamo andati a vincere a Omegna».
L'impressione è che questa squadra abbia svoltato con l'arrivo di coach Cagnazzo. È d'accordo?
«Il merito per aver raggiunto la salvezza, sfiorando i playoff, va in prima battuta a lui. È stato molto bravo a farci ritrovare serenità e fiducia, non rimproverandoci e tenendoci uniti nei momenti di difficoltà».
Critiche dei tifosi alla squadra sui social, Covid e infortuni. Venucci, se l'aspettava così complicata la stagione del rientro a Piombino?
«Sì, sapevo che ci sarebbero potute essere diverse incognite soprattutto per la situazione legata al virus. Giocare senza pubblico poi a me pesa molto: io sono un giocatore che vive per i tifosi, sia i propri che quelli avversari quindi anche questo aspetto ha inciso molto. Detto ciò, ovviamente speravo andasse diversamente. Quanto alle critiche che ci erano arrivate, capivo il dispiacere dei tifosi e sapevo che dovevo incassare in silenzio perché era giusto che le persone fossero arrabbiate. Certe frasi però sono state dure, ma allo stesso tempo sono state il motivo per provare a uscire da quella situazione difficile. Adesso a salvezza conquistata mi piacerebbe che chi scrisse quelle frasi si fosse ricreduto».
È legato al Golfo da un contratto pluriennale. Obiettivi futuri?
«Innanzitutto spero che sia un'annata meno condizionata dal Covid o dalle altre variabili che ci sono state in questo campionato. Mi auguro poi che riesca a tornare un po' di pubblico: insomma che si giochi in condizioni più normali possibili. Per gli obiettivi è troppo presto: dovremo vedere la squadra, però sicuramente un punto di partenza potrebbe essere il raggiungimento dei playoff. Faremo di tutto per cercare di ripartire dalle ultime belle prestazioni».
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