Gioco
Damiano Cagnazzo, il coach che ha trasformato il Golfo Piombino: «Squadra vera, sono proprio felice»
L'allenatore: «Ho due soli rammarichi: il secondo stop dovuto al Covid e il fatto di non aver mai visto il Palatenda pieno di tifosi»
PIOMBINO. Sette giorni dopo l’exploit di Alba che ha certificato la permanenza nella serie cadetta, il Golfo Piombino si gode ancora i postumi di una salvezza tutt’altro che scontata. Grazie a una seconda fase (sei vittorie sulle otto partite giocate) pressoché perfetta gli uomini di coach Damiano Cagnazzo hanno risalito la classifica fino a certificare la salvezza diretta (senza passare dai playout) e sfiorare una clamorosa qualificazione ai playoff. Tra i protagonisti di una stagione sicuramente travagliata c’è proprio l’allenatore maceratese. Cagnazzo, subentrato in corsa, ha risollevato le sorti di una squadra in chiara difficoltà portandola, grazie al successo di Alba di sette giorni fa, alla salvezza.
Coach Cagnazzo, quanto è felice di questo risultato?
«Ormai dalla partita in Piemonte è passato qualche giorno, ma la soddisfazione è ancora tanta. Fa piacere infatti essere riusciti a realizzare quello che ci eravamo detti: abbiamo lavorato a testa bassa, dando tutti il cento per cento, sacrificandoci quando c’era bisogno. Sono davvero felice, vista anche la situazione in cui ci trovavamo qualche mese fa. Non era un risultato scontato, tutt’altro».
Nella seconda fase avete vinto sei delle otto gare disputate. Dove è stata la svolta?
«Mi vengono in mente due momenti. Il primo dopo la sconfitta con la Libertas Livorno (era il 7 febbraio e i gialloblù persero in malo modo la gara con i più quotati labronici, ndr): il giorno dopo quella partita ci siamo ritrovati negli spogliatoi e, guardandoci negli occhi, abbiamo detto che prestazioni del genere non sarebbero più dovute accadere. Così poi è stato perché non siamo più incappati in sconfitte simili. L’altro momento cruciale per la nostra stagione credo sia rappresentato da quella vittoria ottenuta sul parquet di Omegna: eravamo in grosse difficoltà fisiche, privi di tre pedine (Mazzantini, Persico e Guaiana, ndr), contro una squadra veramente forte. Siamo riusciti a portarla a casa e quel successo ci ha dato ulteriore consapevolezza».
Una risalita della classifica notevole in un girone davvero difficile. È d’accordo?
«Mai come quest’anno tutte le squadre potevano vincere contro chiunque e infatti ci sono stati dei risultati poco pronosticabili. La classifica poi è sempre stata molto corta: per diverse giornate tra i playoff e il penultimo posto in classifica c’erano appena due punti. Noi ci eravamo detti di giocare partita per partita, provandole a vincere tutte e vedere poi dove saremmo arrivati».
Peccato però i playoff, sfuggiti solo per un quoziente canestri sfavorevole.
«Quando manchi un traguardo per così poco non ha senso andare a valutare i singoli episodi. Il vero rammarico è quello di aver dovuto interrompere il nostro lavoro, gli allenamenti, quando eravamo diventati una squadra vera. Nelle ultime settimane c’era un bel clima in palestra, era bello lavorare tutti insieme. È questo che più mi dispiace».
Fuori dal parquet, come si è ambientato in città?
«A Piombino sono stato bene. Vista la situazione particolare che stiamo vivendo però non sono riuscito a gustarmi tutta la sua bellezza: siamo stati molto prudenti e quindi i nostri spostamenti si limitavano a casa-palestra-casa. È un peccato poi non aver visto almeno una volta il palazzetto pieno: tutti mi hanno raccontato del gran calore dei nostri tifosi e quindi mi dispiace non averli visti all’opera».
Tifosi che peraltro sui social hanno chiesto a gran voce la sua riconferma. C’è qualche novità?«
«Non leggo i commenti sui social (ride, ndr). È il mio modo di lavorare, non lo faccio né nei momenti positivi né in quelli negativi anche se questi ultimi possono essere uno spunto di riflessione per ciò che faccio. In ogni caso, è ancora troppo presto: quando sarà il momento ci incontreremo con la società e valuteremo il tutto. Credo che, dopo una stagione così lunga, sia necessario staccare un attimo per riprendere le energie».
Prima dell’avventura a Piombino era reduce da uno stop di un anno dopo l’esonero a San Severo. È una bella soddisfazione anche per lei aver salvato i gialloblù?
«È vero, ero fermo da un anno dopo esser stato esonerato, non il massimo per un allenatore. Avevo bisogno di una chance per rimettermi in pista e quindi per questo ringrazio la società che mi ha dato l’opportunità. Devo ringraziare anche tutto lo staff, Lorenzo Formica, Giacomo Giannelli e Davide Guidi che mi hanno dato una grande mano nella stagione».
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