Il Tirreno

«Il Piombino ricomincerà e sarà forte»

Francesca Lenzi
«Il Piombino ricomincerà e sarà forte»

Spagnesi è sicuro: nessuna fuga, squadra competitiva nella prossima Eccellenza e valorizzazione degli Juniores

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Francesca Lenzi

PIOMBINO. Mentre le 18 squadre che hanno accettato di partecipare al campionato ridotto d’Eccellenza si preparano per tornare in campo, il Piombino resta a riposo. Il futuro dei nerazzurri è ancora oggi tutto da scrivere. L’unica certezza è il mantenimento della categoria, nonostante il rifiuto di iscriversi al campionato. I piombinesi ripartiranno quindi nella prossima stagione ancora dall’Eccellenza. Restano tuttavia molti dubbi. A partire dal nuovo allenatore. Dopo le dimissioni di Manuel Madau manca ancora il sostituto. La non adesione al campionato consente al presidente Massimiliano Spagnesi di prendersi un altro po’ di tempo per la scelta. Stessa storia per la rosa che intanto però rischia di perdere pezzi. Negli ultimi giorni è stato Francesco Luci a firmare per giocare questo scampolo di stagione nel Cascina, ma è concreto il rischio che altri seguano il suo esempio, chiedendo di andare in squadre che hanno accettato di ripartire subito. Anche se il presidente getta acqua sul fuoco.

«Intanto devo dire che non sono affatto pentito di non aver aderito al campionato ridotto – dice Spagnesi – Anche alla luce della recente zona rossa, credo che la nostra sia stata la scelta più giusta per salvaguardare la salute di tutti. E continuo a essere pessimista sull’esito della soluzione che è stata trovata per riprendere a giocare. Avendo rifiutato di tornare in campo, siamo fra le società che aspettano di capire se potrà esserci qualche ristoro o un ulteriore abbattimento dei costi in relazione all’iscrizione del campionato, ma l’aspetto più importante è avere la conferma del diritto alla categoria. Al momento siamo tuttavia in una pausa di riflessione. Già nelle scorse settimane, quando ancora non avevamo deciso nell’ambito del campionato ridotto, era emersa, oltre alla soluzione interna, l’idea di scegliere un allenatore che potesse aprire spiragli più ambiziosi anche per il prossimo anno. È un’opzione che esiste ancora ma per il momento non mi sbilancio su alcun nome. Sarebbe prematuro. Quanto ai giocatori, non ho paura del pericolo di fuga. Nello specifico, con Luci ho parlato personalmente e abbiamo scelto una soluzione condivisibile, utile a lui per mantenersi in forma e già pronto per la prossima stagione per la quale, anche se solo a parole, ha dato conferma di tornare a Piombino. D’altra parte non ci sono contratti, ma l’intendimento è questo, e io ritengo Luci un ragazzo della rosa per il prossimo anno. Non credo ci sia il pericolo che altri vadano via. E comunque per chi decide di intraprendere questa esperienza di fine campionato solo per la voglia di giocare non è precluso l’impegno futuro con il Piombino».

Al di là dei nomi che comporranno la prima squadra nerazzurra, c’è da capire quali intenzioni avrà la società: se confermare la presenza del gruppo dei livornesi oppure scegliere una soluzione interna, pescando dal vivaio. «Quest’anno lo considero un anno perso – afferma Spagnesi – Però i ragazzi della Juniores sono cresciuti e potrebbero essere valorizzati per la prossima stagione. Abbiamo idea di partecipare a qualche torneo nel breve termine e questa potrebbe essere l’occasione di un’ulteriore valutazione per alcuni di loro. Sempre che i tornei si possano fare. Con il Covid è ancora tutto un punto interrogativo. L’obiettivo, a ogni modo, è di ripartire nel prossimo campionato da dove abbiamo lasciato. Non voglio approfondire per ora il tema livornesi sì, grossetani no. Dico solo che l’obiettivo è di riprendere con una squadra competitiva».

Un paio di dubbi anche sullo staff tecnico: ad esempio sul direttore tecnico Andrea Gherardini, che si era messo in pausa all’inizio del campionato per motivi personali e Antonio Meazzini, direttore generale chiamato da Spagnesi in corso d’opera. «Con Gherardini non c’è stata frattura e lui non ha mai lasciato il Piombino, restando nell’ambiente – spiega il presidente – Meazzini è arrivato come supporto per guidare la parte tecnica, e ha confermato la disponibilità a restare. Non mi sono ancora impegnato con nessuno, ma li ritengo tutt’oggi due del gruppo». —

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