Gioco
Marco Andreazza: «Se la vivi in pieno fai fatica a dimenticare Piombino»
piombino. Ai tifosi gialloblù, che lo hanno conosciuto in tre stagioni indimenticabili, vedere Marco Andreazza sulla panchina avversaria non può che suscitare uno strano effetto.
Oggi infatti a guidare la Paffoni Omegna ci sarà il coach trevigiano che dal 2017 al 2020 ha guidato la Solbat nel campionato di serie B.
«Arriviamo alla partita con qualche acciacco (fuori Procacci, in dubbio Balanzoni, ndr) – dice Andreazza – È normale, si sono giocate diverse partite. È una stagione che siamo riusciti a raddrizzare con il lavoro, con la disponibilità da parte di tutti: siamo partiti con tre sconfitte nelle prime quattro ma sopratutto con difficoltà fisiche e tecniche che ci bloccavano, insomma non era facile girarla. Dopo un gran lavoro sotto le feste di Natale è arrivata la svolta nella sfida con Rimini che ha sancito un po’ il cambio di passo nei risultati e nell’atteggiamento. Adesso ci aspettano otto partite che sono un po’ come finali, non essendoci il ritorno: non c’è la possibilità di prendere le misure agli avversari, dobbiamo vivere queste sfide come delle finali e prepararle bene dal momento che sono squadre che non abbiamo mai affrontato nel corso dell’anno».
Delle 22 partite in programma, per Andreazza quella contro Piombino è la più sentita. Alla guida dei gialloblù il tecnico è riuscito a vincere, nel 2019, il premio come miglior allenatore della categoria: senza dimenticare poi il traguardo della semifinale playoff con Cesena (gara 2 disputata di fronte a quasi 1000 spettatori), o la storica al Mandela Forum di Firenze. Insomma, quella contro Piombino non può essere una partita qualunque.
«È una gara particolare – commenta – che sento in maniera giusta. Sono stati tre anni ricchi di soddisfazione: nel primo siamo riusciti a ricostruire un ambiente dopo una stagione negativa, grazie alla voglia dei giocatori che erano rimasti. Nel secondo invece, dopo aver aggiunto qualche tassello, abbiamo sfiorato la vittoria nella stagione regolare per poi riuscire a riempire il palazzetto nella semifinale contro Cesena: tutti parlavano di noi, sono stati momenti che mi rimarranno scolpiti nel cuore. Nello scorsa stagione invece, nonostante molte vicissitudini, eravamo riusciti a riprenderci ma abbiamo dovuto interrompere la nostra avventura per l’emergenza Covid. A livello umano invece a Piombino ho trovato un gruppo dirigenziale serio, rispettoso degli impegni presi e ho conosciuto tanti amici fuori dal campo: è un posto che quando lo vivi in pieno, fai fatica a dimenticarlo». —
F.M.
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