Gioco
Mattia bomber a Empoli mentre il babbo buca le reti per vederlo giocare
piombino. Era l’agosto scorso quando Mattia Pallini, pantaloncini, t-shirt e scarpe da tennis, posava sorridente davanti al centro sportivo Monteboro. Il ragazzo, nato a Piombino nel gennaio di 15 anni fa, dopo essere cresciuto calcisticamente nel Salivoli, ha giocato un paio di stagioni fa nel Livorno con l’Under 14 professionisti regionali, mettendo a segno 14 gol in 16 partite. Fino ad agosto, quando è arrivata la chiamata dell’Empoli e Mattia ha messo piede per la prima volta al centro sportivo Monteboro.
Sono trascorsi sette mesi da allora, la pandemia è sempre qui, i campionati sono stati sospesi, ma il pallone continua a rotolare per il giovane piombinese, attaccante dell’Under 15 empolese, categoria Giovanissimi 2006 professionisti nazionali.
«Mattia ha iniziato la preparazione a Empoli subito dopo ferragosto – racconta babbo Daniele – Del campionato purtroppo è stata giocata soltanto una giornata, la partita con il Benevento, e poi è stato interrotto a causa del Covid. Adesso stanno facendo i test match organizzati dalla federazione, ai quali hanno aderito diverse squadre professionistiche. In Toscana c’è solo l’Empoli. Non prevedono classifica, ma sono test ufficiali con tanto di terna arbitrale. Di fatto, comunque, Mattia non ha mai smesso di allenarsi, neppure in zona rossa. Va a Empoli quattro volte alla settimana, dal martedì al venerdì, con il treno».
Quindici anni compiuti a gennaio, per 183 centimetri, il giovanissimo piombinese, nonostante la pandemia, tira dritto nella sua passione per il calcio. Nei cinque match affrontati finora con Spezia, Sampdoria, Roma, Lazio e Sassuolo, ha segnato sei gol.
«È un’avventura fantastica, purtroppo vissuta con l’incertezza di questo brutto periodo – le parole di Mattia – Far coincidere gli impegni scolastici con quelli sportivi non è facile, ma la passione per il calcio è tantissima e voglio godermi questa cosa giorno per giorno, magari con la speranza a breve di poter giocare con la presenza degli spettatori, così da poter condividere questi momenti di vita e di sport».
«È contento, sta andando tutto bene – afferma babbo Daniele – Non faccio il modesto, ma la cosa più importante, quella che mi interessa di più, è che Mattia sta ottenendo risultato eccellenti anche a scuola, nella prima liceo scientifico, e non era scontato. Sta infatti fuori casa 8-9 ore e quando rientra la sera è stanco. L’unica cosa che mi rattrista un po’ è il fatto che, con questa vita, è un po’ fuori dalle amicizie. Insomma, un po’ gli è cambiata la vita, ma fin quando la vivrà serenamente come adesso andrà benissimo. Il sacrificio è poi ripagato dalla soddisfazione. Ha trovato subito posto da titolare in squadra e caratterialmente si è fatto benvolere. Quanto a me, ribadisco, sono ambienti particolari e voglio che resti con i piedi per terra – va avanti Daniele Pallini – ma non ho neanche bisogno di dirlo. Quando vedo ragazzi di 15 anni presentarsi al campo con cuffiette e beauty come fenomeni di serie A, resto un po’ così. Mattia è diverso. Noi siamo diversi. Arriviamo a Empoli col pandino arancione quando là ci sono macchine tre volte lunghe la nostra (ride, ndr). È la realtà, ma va bene così. Voglio solo che Mattia sia contento e si diverta. E io, quando posso, lo guardo giocare facendo buchi nelle reti dei campi. Un giorno me li faranno pagare». —
Francesca Lenzi
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