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Piombino, si attende il verdetto della Figc Intanto ci sono altre questioni da risolvere

Francesca Lenzi
 Piombino, si attende il verdetto della Figc Intanto ci sono altre questioni da risolvere

Che partecipi o meno all’attuale campionato ridotto, la società dovrà trovare un allenatore e ricostruire la squadra

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Francesca Lenzi

piombino. Si resta in attesa per il via libera al campionato d’Eccellenza. Dopo la riunione tutta toscana, che si è tenuta lunedì fra il presidente del comitato regionale Paolo Mangini e le società interessate, è emerso un quadro variegato della situazione. 21 le squadre che hanno dato la propria adesione alla ripartenza, 15 quelle che hanno detto no. Nel Piombino, alla fine, ha prevalso la linea del no, anche se la dirigenza ha parlato di un rifiuto momentaneo, di fronte alle condizioni attuali che, tuttavia, potrebbe cambiare davanti a nuove garanzie.

A ogni modo, alla riunione di ieri del consiglio federale Mangini ha portato lo scenario già noto, oltre a una formula prevista con due gironi (uno composto da dieci squadre, l’altro da undici) con gare di sola andata e playoff, e richiesta di due promozioni al campionato di serie D. La data d’inizio dovrebbe essere l’11 aprile, con termine nella seconda metà di giugno. Inoltre, verrebbe annullata la Coppa Italia.

«Per ora non ci sono novità – afferma Michela Righi, vicepresidente del Piombino – Mercoledì Mangini ha portato il quadro della Toscana al presidente della Figc, Gabriele Gravina, e siamo in attesa di una risposta. Anche per capire cosa devono aspettarsi le squadre che non parteciperanno. Al momento neppure il comitato regionale sa qualcosa. Comitato regionale che, lo ripeto, ha portato il quadro della Toscana, oltre alle adesioni, così come le motivazioni delle società che hanno rifiutato la ripartenza. Fra l’altro sembra che altre squadre, fra quelle inizialmente favorevoli, stiano pensando di passare nella parte del no».

Insomma, è tutto sospeso in attesa di conoscere il verdetto della Figc. Per il Piombino, il presidente Massimiliano Spagnesi alla vigilia della riunione con il comitato regionale aveva parlato di tre possibili scenari: la non partecipazione al campionato, l’adesione con una prospettiva senza pretese di classifica e quindi in virtù delle sole forze interne, oppure l’adesione con l’ambizione di puntare in alto. Che poi quest’ultima è la motivazione principale con la quale si sono espresse favorevolmente le società che hanno dato il proprio consenso. Al di là degli scrupoli sulla sicurezza in piena pandemia, è chiaro che un campionato come quello preventivato, ridotto in termini numerici e temporali, rappresenterebbe un’occasione ghiotta per chiunque abbia come obiettivo il salto di categoria. Era anche una valutazione di Spagnesi, caduta poi nel vuoto a distanza di 24 ore. La decisione del no da parte dei nerazzurri è stata giustificata dalla dirigenza per la mancanza di garanzie. Soprattutto a livello economico. Ad esempio i tamponi richiesti per la ripresa dell’attività costano e la federazione fino a lunedì non si era spinta oltre la promessa di valutare un contributo.

Oltre alla stagione in corso, il Piombino ha comunque di fronte a sé varie questioni da affrontare nell’immediato o nel breve-medio termine. Anche se dovesse confermarsi il rifiuto alla ripresa del campionato, i nerazzurri hanno da risolvere il problema dell’allenatore. Dopo le dimissioni nelle ultime settimane di mister Manuel Madau, la squadra si ritrova di fatto senza una guida tecnica. La scelta nell’immediato dipende dalla partecipazione o meno al campionato, ma vale anche in prospettiva. Una scelta interna porta dritto al secondo di Madau, Mirko Serena, mentre non ci sono nomi certi nel caso di una soluzione esterna. La decisione di Spagnesi determinerà le ambizioni societarie. Stessa cosa per la rosa. Ad oggi continua a esistere il gruppetto dei livornesi che potrebbero anche non rientrare a titolo definitivo di fronte a una scelta interna, dove varrebbero soltanto le forze locali, con lo zoccolo duro della squadra e il settore giovanile come preziosa fucina per il futuro. C’è poi da considerare anche il resto dello staff nerazzurro. Con il direttore sportivo, Andrea Gherardini, che ha scelto di defilarsi per motivi personali, è entrato in scena un uomo d’esperienza come Antonio Meazzini in qualità di direttore generale. Chissà se Spagnesi, abituato a gestire la società come one man band, riuscirà a fidarsi e affidarsi a lui nelle decisioni future. —

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di Redazione web