Gioco
Tornare in campo? Il Piombino vota no «Magari ci ripensiamo ma a certe condizioni»
Spagnesi e Righi scettici sugli aspetti finanziari e sanitari Oggi si riunisce il consiglio direttivo della Lega dilettanti
piombino. Il Piombino rifiuta l’offerta e va avanti. Anzi no. Resta fermo. Come altre 14 squadre chiamate dalla Toscana a tornare in campo per il campionato di Eccellenza. 21 quelle che ieri hanno confermato via Pec la decisione nel riprendere l’attività dopo la riunione in videoconferenza che si è tenuta lunedì sera con il comitato regionale Figc. Le posizioni non sono definitive e potrebbero cambiare, ma servono nell’immediato al presidente del comitato per portare il quadro dell’Eccellenza toscana alla riunione che si terrà oggi con il consiglio direttivo della Lega nazionale dilettanti. Al momento le 21 società che hanno detto sì sono: dall’ex girone A Camaiore, Cascina, Cuoiopelli, Massese, San Marco Avenza, Tau Altopascio, Zenith Audax; dall’ex girone B Colligiana, Fratres Perignano, Poggibonsi, Ponsacco, San Miniato, Tuttocuoio; dall’ex girone C Antella, Firenze Ovest, Fortis Juventus, Pontassieve, Porta Romana, Signa, Terranuova Traiana, Valdarno. Hanno invece rifiutato, oltre al Piombino, Castelnuovo Garfagnana, Pontremolese, Prato 2000, River Pieve, Valdinievole Montecatini, Picchi, Castelfiorentino, Cenaia, Certaldo, Fucecchio, Lastrigiana, Foiano, Baldaccio Bruni e Chiantigiana.
«Siamo rimasti sulla linea del no – afferma il presidente nerazzurro Massimiliano Spagnesi – Viene chiesto alle società di essere disponibili o meno a fare il campionato, senza che ancora si conoscano le condizioni. I punti caldi sono i ristori, i contributi per il rispetto delle norme sanitarie, porte chiuse e porte aperte. Resta l’incertezza. Difficile esprimersi sulla ripartenza o meno quando non sono chiari certi aspetti, in primis quelli finanziari». La sensazione è che l’Eccellenza sia importante per il calcio solo nella misura in cui affranca la serie D concedendole il ripristino delle retrocessioni. Ne è una conferma lo scenario presentato alle società, libere di partecipare o meno all’eventuale campionato. Chi parteciperà non avrà il peso della classifica, visto che mancheranno nell’Eccellenza le retrocessioni, per una competizione che guarderà solo promozioni verso la D. Non solo. Pare che le società intenzionate a non giocare conserverebbero comunque la categoria. «Sì, questo è certo, ma forse verrà chiesta la quota dell’iscrizione o comunque una penale – dice Michela Righi, vicepresidente del Piombino, presente alla videoconferenza – Noi abbiamo detto no. Almeno per ora. Purtroppo non sono state chiarite le richieste avanzate dalle società. Parlo dei ristori, così come l’incognita tamponi, sui quali il regionale ha considerato di contribuire, ma non sappiamo in quali termini. A queste condizioni è difficile pensare di ripartire. Servono garanzie economiche, ma anche per la sicurezza dei ragazzi. L’idea è di far finire il campionato il 30 giugno, una data che non contempla intoppi, e di per sé già lunga considerando i giocatori che fanno gli stagionali, per i quali non sarebbe semplice trovare datori di lavoro disponibili a rischiare di sopportare eventuali quarantene per il calcio. Insomma, siamo in stand-by per ora. Prima vogliamo garanzie e vedere una situazione in miglioramento. Senza parlare delle diverse posizioni da regione a regione. L’Umbria, ad esempio, sembra intenzionata a non ripartire. Ci domandiamo così tutti, se dopo aver reso l’Eccellenza un campionato nazionale, ci sia il rischio di vedere risultati e formule diverse, con regioni che riprendono e altre no. Intanto la riunione di lunedì è stata un modo per fotografare il contesto». —
Francesca Lenzi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
