Gioco
Mister Madau a sorpresa lascia il Piombino
Il silenzio dovuto al Covid interrotto da un addio clamoroso: «Motivi personali». Spagnesi verso la soluzione interna
Francesca Lenzi
piombino. Il calcio dilettantistico è ancora fermo, eppure qualcosa si muove. E non è detto che lo faccia sempre nel verso migliore. Tanto per capirsi, il Piombino è senza allenatore. Manuel Madau ha rassegnato le dimissioni, non intendendo proseguire il percorso sulla panchina nerazzurra.
«Motivi personali – taglia corto il tecnico – È una mia decisione. Una scelta che ritengo al momento la più giusta per quanto mi riguarda. Vado via serenamente. Credo di aver dato tanto al Piombino ma, come sono arrivato, alla zittina, allo stesso modo me ne vado. No, davvero, non voglio far polemica. Ci sono problemi più importanti del calcio e io auguro tutto il bene al Piombino. Il mio futuro calcistico? Per ora non ne ho idea».
Arrivato nella primavera del 2019 con la squadra nerazzurra in Promozione, Madau si era ben comportato, arrivando l’anno scorso a conquistare – pur nella formula ridotta e poi sospesa della stagione, dovuta al coronavirus – l’Eccellenza. A fine agosto, con l’avvio della preparazione, era parso motivato per affrontare la nuova sfida con l’obiettivo di raggiungere una salvezza tranquilla. Ma a fine ottobre la nuova ondata del Covid aveva fermato ancora una volta tutto. I mesi a casa, in attesa di una ripartenza che non arrivava e che forse arriverà solo adesso. Per venerdì è prevista infatti la riunione del consiglio federale dove si dovrebbe decidere la ripartenza, o meno, dell’Eccellenza.
«Con Manuel Madau ho parlato ieri sera (lunedì, ndr) cercando di farlo tornare sulla propria decisione – afferma il direttore generale del Piombino, Antonio Meazzini – Lui però mi ha spiegato le sue motivazioni. Un sostituto? Per il momento non c’è, anche perché non sappiamo ancora se e quando ripartiremo. Sono del Piombino ma curo la parte tecnica. Sarà il presidente a decidere. Se mi interpellerà, dirò la mia. Comunque in un modo o nell’altro andremo avanti, sperando di non sbagliare che, in caso di ripartenza, ci saranno nove partite da fare, nove scontri diretti. Facciamo però il campionato di Eccellenza e, dovesse arrivare la notizia di una ripresa, da lunedì dovremo essere pronti».
Dispiaciuto per Madau, ma molto meno propenso alla ripartenza è Massimiliano Spagnesi. «Mi spiace molto della dimissioni di Manuel – le parole del presidente nerazzurro – Ho però ben compreso le sue motivazioni dovute a impegni personali sopraggiunti e a una situazione lavorativa delicata, come per tutti, del resto. Nell’attesa di conoscere gli esiti del campionato di Eccellenza, ha quindi ritenuto correttamente opportuno anticipare la sua decisione. Resta il rammarico di dover riprendere il campionato, nel caso, con un altro tecnico. Con Manuel avevamo fatto un ragionamento a lungo termine e questo imprevisto destabilizza un po’ i piani. In realtà non credo che venerdì arriverà il via libera alla ripresa – prosegue Spagnesi – Personalmente la vedo dura ricominciare. Credo ci siano soluzioni più percorribili e razionali. Sembra si voglia far ripartire l’Eccellenza solo per fare le retrocessioni in serie D. Beh, che non le facciano. Come si può pensare di riprendere ad aprile? E in un periodo in cui la Toscana ha a che fare con zone rosse. Si cerca di tutelare la salute e poi si prendono decisioni in controtendenza? Lo dico chiaramente: il Piombino è impreparato per una ripartenza e io sono contrario. Già meglio pensare a un piccolo torneo per mantenere vivo l’ambiente. Noi abbiamo fermato tutta l’attività ormai da un paio di settimane, proprio per una questione di tutela sanitaria, pur rispettando i parametri del Dpcm. Però parliamo sempre di responsabilità e possibili punti di aggregazione e, considerato l’aumento dei contagi, abbiamo deciso di mollare un attimo. Ora vedremo di valutare una ripartenza, soprattutto per i più piccoli che, negli allenamenti, trovavano un modo per restare attivi. Il nuovo allenatore della prima squadra? – conclude Spagnesi – Mi sono già confrontato con gli altri dirigenti su possibili soluzioni. Siamo comunque relativamente tranquilli. Nomi non ne faccio, ma potremmo anche pensare a una soluzione interna, soprattutto nel caso della ripresa di un campionato solo premiante, senza retrocessioni». —
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