Toscana
Quella partita memorabile persa solo nei secondi finali
Un anno fa le due formazioni dettero vita a una sfida incredibile Oggi i pisani guidano la classifica e hanno molte bocche da fuoco
GLI AVVERSARI
Una squadra atipica la Blukart, che sotto l’egida dell’esperto coach Federico Barsotti mostra un gioco particolare in grado di mettere in difficoltà anche le formazioni sulla carta più quotate. In un campionato del genere, con autentiche corazzate (per tradizione ma anche per budget) come Rimini, Imola, Omegna e Livorno, i pisani sono riusciti ad accaparrarsi la vetta del girone A insieme a Faenza. Quanto al parquet, sono molte le bocche da fuoco dei biancorossi: a partire dal play Santini, proseguendo per Renato Quartuccio e passando per i sempre temibili Caversazio e Carpanzano. Un collettivo che nella gara d’andata (disputata il 23 dicembre dopo il rinvio dovuto ai casi di Covid che ne impedirono lo svolgimento il 29 novembre) rifilò ben 93 punti al Golfo. Un Golfo che in quell’occasione rimase in partita per circa due quarti per poi lasciare il passo all’irruenza dei locali che dilagarono nel finale. Fu una sconfitta davvero pesante per la Solbat, che affrontò con il morale a terra le feste natalizie. Dalla sfida d’andata è passato un mese e un giorno, all’interno del quale in casa Piombino si sono succeduti due allenatori. San Miniato non perde dal 19 dicembre quando a sorpresa gli uomini di coach Barsotti lasciarono i due punti sul campo di Ozzano. Per il resto, solo vittorie per l’Etrusca che arriva a Piombino fresca vincitrice della sfida al vertice con Chiusi. Praticamente un anno fa, proprio al Palatenda le due squadre dettero vita a una partita memorabile: il Golfo chiuse all’intervallo con 18 punti di svantaggio rispetto ai colleghi pisani che però, al rientro dagli spogliatoi, subirono il ciclone Iardella che riportò in gara i gialloblù. La gara finì con una vittoria di San Miniato nei secondi finali: i tifosi piombinesi sperano che oggi la dea bendata restituisca quanto tolto un anno fa. —
F.M.
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