Il Tirreno

Poli: «Situazione dura, ma noi pensiamo al torneo dei pulcini e alla sagra a luglio»

Francesca Lenzi
Poli: «Situazione dura, ma noi pensiamo al torneo dei pulcini e alla sagra a luglio»

Parla il presidente del Venturina che racconta il momento difficile che deve fronteggiare la società in attesa del ritorno in campo 

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venturina. Il primo annuncio parlava di una sospensione fino al 15 marzo. Subito dopo arrivò la proroga al 3 aprile. Alla fine il calcio dilettantistico non è più ripreso e la stagione sportiva si è conclusa a tavolino, pronti per un nuovo inizio a settembre. Che, in effetti, c’è stato. Prima l’esordio in Coppa, poi le prime giornate del campionato. A fine ottobre, però, è arrivato il nuovo stop. Che ancora dura, e chissà quanto durerà. È vero, con il ritorno in zona arancione e poi in quella gialla è possibile allenarsi, ma solo all’aperto, singolarmente e distanziati, e poi a casa, senza doccia e tante chiacchiere. Peccato che il calcio sia uno sport di squadra e che nell’incontro e scontro fisico sublimi il proprio essere. Può anche andar bene non fare il campionato, ma le partitelle, i calcetti dati per scherzo negli stinchi, le battute e le spinte al rientro negli spogliatoi e, magari, la pizzata tutti insieme dopo l’allenamento, sono il pane nel mondo del pallone. Soprattutto per quell’universo sconfinato dei dilettanti che praticano più la passione delle vittorie, più il divertimento dei soldi. Mica è colpa di qualcuno, sia chiaro. La pandemia c’è e poco si discute. Si fa per parlare. Per ammettere che, al di là delle partite non giocate e degli incassi non pervenuti, il rischio è molto più alto. «Anche all’assemblea elettiva del comitato regionale della Figc di sette giorni fa a Firenze è stato detto: fate venire i bimbi al campo – afferma Simone Poli, presidente del Venturina –. La federazione l’ha chiesto a noi società: fate venire i ragazzini al campo ad allenarsi perché la paura è che gli passi l’amore per il calcio. E non solo per il calcio, dico io. Il pericolo è che ai bimbi passi la voglia di fare sport in generale. E noi da martedì siamo ripartiti con gli allenamenti. Aperti a tutti, dai piccini ai grandi, poi sta ai responsabili di ogni gruppo decidere se farli o meno. Di sicuro è difficile pensare che i grandi della prima squadra vengano ad allenarsi così, distanziati e senza un obiettivo, senza sapere se e quando ricomincerà il campionato. Già, perché comunque, da Firenze non è ancora uscita una data, né un’ipotesi di ripartenza. D’altra parte neppure loro sanno che pesci prendere, me ne rendo conto. A dire il vero, speravo che annunciassero lo stop definitivo per questa stagione e arrivederci a settembre. Invece vorrebbero riprendere. Come non lo so. L’unica ipotesi lanciata dal presidente Mangini è stata quella, in caso di ulteriore stop, di bloccare le quote delle categorie e ai ragazzi del 2004, anno di passaggio dal settore giovanile al mondo dei grandi, fargli fare la Juniores B, una sorte di transizione. Siamo fermi da quasi un anno e per una società come la nostra vuol dire tanto – prosegue Poli –. Vuol dire tornei persi e relativi introiti importanti che reggono la baracca. È vero, noi dirigenti con le nostre aziende mettiamo dei soldi, e poi ci sono sponsor storici, ma sono sempre meno. Una società grossa come la nostra va avanti con il volontariato, i tornei e la biglietteria. Ecco, solo l’anno scorso abbiamo perso metà ricavi. È anche vero che da marzo non abbiamo più dato rimborsi spese a nessuno, ma alla fine restano più le perdite dei guadagni. Non dimentichiamo poi l’investimento del centro sportivo Mazzola». Già, il Mazzola. Costato quasi 550mila euro, è stato pagato in parte dal Comune (200mila euro) e per il resto dal Venturina Calcio. «Grazie agli introiti della sagra del cacciucco e della bistecca – spiega Poli –. Mancava solo una rata da 30mila euro. La banca, anche sotto decreto, ha posticipato di un anno. Per fortuna abbiamo fatto qualche torneino di categoria a settembre, ma la speranza è di poter realizzare a maggio il Trofeo Terme di Venturina per i Pulcini, il nostro fiore all’occhiello con la partecipazione di squadre professioniste. Noi abbiamo già mandato gli inviti e qualcuno ha già accettato. Vediamo. E speriamo poi di poter fare anche la sagra a luglio. Per ora andiamo avanti con gli allenamenti e le quote dei genitori. Cerchiamo nel possibile di dare un servizio, anche se limitato. Ma sa cosa manca di più? – dice Poli – Di questi tempi già ci trovavamo per organizzare la sagra. In realtà era tutto un trovarsi per mettere in piedi questo torneo o quell’altro, la sagra o altri eventi. Siamo più di 30 consiglieri, un centinaio di volontari che in occasione della sagra raddoppiano. A volte, dopo una riunione, si rientrava stanchi o arrabbiati, ma adesso che non ce l’abbiamo più queste cose, ci rendiamo conto di quanto ci manchino. Speriamo di riaverle il prima possibile». —



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di Redazione web