Sicurezza
Oltre al virus, c’è il rischio che passi la voglia
Prime squadre e juniores fermi, l’ipotesi che riparta solo l’Eccellenza ma non si sa come. Facciamo il punto coi dirigenti
Francesca Lenzi
PIOMBINO. Son passate le feste di Natale, ma il silenzio e l’incertezza sul futuro continuano a condizionare il calcio dilettantistico.
Se da metà dicembre, con il ritorno della zona arancione, è stato possibile riprendere ad allenarsi in modo individuale e con tutte le misure di sicurezza del caso, ad oggi la visione a breve e medio termine dei campionati giovanili e delle prime squadre è ancora sospesa tra voci e ipotesi, speranze e preoccupazioni.
«Durante le feste natalizie abbiamo effettuato gli allenamenti individuali fino al 23 dicembre – afferma Simone Poli, presidente del Venturina – Poi, come ogni anno, la scuola calcio si è fermata fino a gennaio. La frequenza degli allenamenti ha riguardato soprattutto i bambini piccoli ma anche gli Allievi. Insomma, dal 2004 in giù si sono allenati. Un’ora di seduta, individuale, e senza doccia. La prima squadra invece non si è mai allenata, mentre la Juniores una volta soltanto. A ogni modo, per lunedì è fissata una riunione interna della società, fra dirigenti, responsabili della scuola calcio, del settore giovanile e via dicendo. Avevamo già intenzione di farla ma l’abbiamo posticipata all’inizio della prossima settimana per vedere i dati del weekend. Sarà una riunione a 360 gradi per capire se e come ripartire. La sensazione a livello di federazione è che non s’intenda riprendere. E allora avrebbe poco senso mettere in moto la macchina organizzativa, di per sé complicata, nella prospettiva di continuare solamente con gli allenamenti individuali».
«Domani (oggi, ndr) sarò a Firenze per l’assemblea ordinaria elettiva delle società del comitato regionale della Figc – prosegue Poli – Non sarà il luogo nel quale parlare del futuro dei campionati, ma qualcosa in più sulle intenzioni vedremo di capirla. Per ora siamo fermi. Anche perché noi ci alleniamo la sera, e senza doccia diventa un bel problema soprattutto per chi viene da fuori Venturina. C’è tuttavia un’altra difficoltà e corrisponde al rischio di far passare la voglia di giocare a pallone ai bimbi. Perché poi sarà dura farli tornare al campo. Già così, ad allenarsi senza un obiettivo, neppure la partitella, è complicato. D’altra parte per ora la Figc non si è espressa, aspetta il prossimo Dpcm, e tutto viaggia sulle supposizioni. Adesso hanno tirato fuori anche l’idea della zona bianca. Vediamo, siamo legati a questi colori ormai. Durante le feste abbiamo fatto qualche conferenza fra società, ma di ufficiale per ora non c’è nulla. Prima si parlava di riprendere con il solo girone d’andata, poi ho sentito il presidente della Figc Paolo Mangini in un’intervista dire che al 90% i campionati non ripartiranno. Ecco, c’è pure l’ipotesi di un anno sabbatico, ma per poi riprendere come non lo so davvero. Nel caso per questa stagione, pare potrebbe riprendere solo l’Eccellenza».
«Anche noi durante le feste abbiamo fatto gli allenamenti per il settore giovanile – dice Roberto Ulivi, dirigente del Piombino – Ovviamente come da protocollo, cioè individuali e senza l’uso delle docce, e con l’unico scopo ludico motorio, per far uscire di casa i ragazzi. I grandi invece, prima squadra e Juniores, sono in sospeso. Immagino comunque che nella prossima settimana dovremo trovarci per parlare fra di noi e vedere un po’ cosa aspettarci nel futuro. Se si tiene conto che verso maggio e giugno i campionati dovrebbero finire per lasciare alla gente la possibilità di lavorare nella stagione estiva, come possiamo pensare di rimettere in piedi un baraccone del genere per tre mesi? Senza tenere conto, ad esempio, che nella partita fra Juventus e Milan, squadre che giocano in una bolla, ci sono stati dalla sera alla mattina quattro casi di contagio. Purtroppo i discorsi che abbiamo fatto a settembre e ottobre si reggevano sulla speranza che le cose potessero andar meglio, ma i contagi continuano e la situazione non migliora. La Figc? – conclude Ulivi – Non si è mai sentita. Di sicuro qui c’è solo il rischio di veder passare la voglia di giocare. L’impegno in un campionato è grosso per i giocatori. Ancora di più per i dirigenti che non si fermano mai. Ma tutto viene tenuto insieme dall’entusiasmo. Se passa questo, addio. Lo vedo, l’ho visto in questi mesi. Manca proprio il contatto fra di noi. Al primo giro di lockdown sui gruppi di whatsapp ci si scriveva sempre. Stavolta a malapena ci siamo fatti gli auguri, ma è normale. È una roba fisiologica, ci si rinchiude in noi stessi».
«Noi nel periodo delle feste siamo stati completamente fermi, rimandando ogni decisione a gennaio – spiega Alessandro Bezzini, presidente del Salivoli – L’obiettivo però è ora di riprendere, solo per il settore giovanile. O meglio, l’invito sarà aperto a tutti, anche solo per fare una sgambata ma, a fronte di nessuna motivazione, non so in quanti accetteranno. A ogni modo l’intenzione è quella di ripartire con gli allenamenti come da norma: distanziati, ridotti e senza doccia. Quanto alla ripresa dei campionati, di ufficiale non c’è nulla. Domani (oggi, ndr) sarò anch’io a Firenze per l’assemblea elettiva e cercheremo di capire qualcosa in più. Le voci parlano di un’eventuale ripresa solo dell’Eccellenza, il resto tutto fermo fino a settembre». —
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