Il Tirreno

«Stavolta è una sosta pesante Ma ci faremo trovare pronti»

Francesco Massei
«Stavolta è una sosta pesante Ma ci faremo trovare pronti»

Capitan Bianchi racconta il lockdown del Golfo, tra videochiamate e partite a Risiko a distanza. E parla del futuro

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PIOMBINO

«Al rientro, ci metteremo a lavorare in campo a testa bassa, consapevoli che ciò che avevamo fatto inizialmente è un buon punto di partenza». Parola di capitan Camillo Bianchi, alle prese (come la quasi totalità dei giocatori del Basket Golfo Piombino) con il lungo isolamento domiciliare nell’attesa di poter tornare a calcare il parquet del Palatenda, una volta che l’esito dei tamponi di controllo ne darà la possibilità.

Da lunedì scorso infatti, coach Enrico Fabbri ha potuto nuovamente presidiare gli allenamenti che si sono svolti però a rango decisamente ridotto, dal momento che il tecnico piombinese ha potuto contare su solamente tre effettivi presenti. Gli altri giocatori come detto sono in isolamento domiciliare, in attesa di un ulteriore giro di tamponi che possa (lo speriamo) decretarne la negatività al Covid-19. La speranza di Bianchi e compagni infatti è quella di poter tornare ad allenarsi a pieno regime il prima possibile in vista dell’inizio del campionato di serie B (previsto per il 29 novembre, ieri sera è arrivata l’ufficialità) consapevoli di aver già dovuto abbandonare forzatamente la Supercoppa, competizione nella quale i gialloblù stavano ben figurando con due vittorie su altrettanti incontri giocati.

Proprio Bianchi era stato più positivi nella manifestazione svoltasi il mese scorso, con una prestazione da 11 punti nella trasferta di Livorno contro la Libertas 1947.

Bianchi, come state vivendo questo stop?

«Non certamente bene. A differenza di quella di marzo, questa pausa non ha coinvolto tutti ma è arrivata solamente per alcune squadre e per alcuni giocatori. Ci sentiamo quindi particolarmente dispiaciuti di questo. Nonostante ciò, comunque, continuiamo in qualche modo a sentirci con il resto della squadra».

In modo da mantenere il rapporto con i compagni e lo staff...

«Sì, abbiamo fatto delle videochiamate su Zoom con lo staff che ci tiene informati e aggiornati tutti i giorni. Siamo riusciti a sentirci poi anche via Whatsapp, specialmente con Persico e Venucci con cui abbiamo addirittura organizzato una partita a Risiko a distanza (ride, ndr). Da questo punto di vista, devo dire che nonostante la distanza siamo un gruppo molto unito».

Siete stati bloccati in un momento cruciale, dopo le prime partite disputate: quanto sarà difficile ripartire?

«Come detto prima, questo è stato uno stop forzato nel periodo più importante della stagione, quello della preparazione in vista dell’inizio del campionato. Avevamo fatto molta fatica a ritrovare il ritmo sia in allenamento che in gara dopo la pausa lunghissima del primo lockdown. Appena ritrovati ci siamo praticamente dovuti fermare nuovamente, senza dimenticare che con ogni probabilità rientreremo in date diverse dal momento che i sintomi si sono manifestati con tempistiche differenti su ognuno di noi. Sarà un problema ripartire, ne sono convinto: nonostante ciò, ci metteremo a lavorare duramente in campo, sapendo che ciò che avevamo appreso è comunque un buon punto di partenza. È vero, dovremo ritrovare la forma fisica ma a livello mentale credo che non ci saranno problemi».

Quanto manca il parquet in momenti come questi?

«Il campo sì, manca un sacco. Ma anche lo spogliatoio, vivere la quotidianità con i ragazzi nonostante ci sentiamo praticamente tutti i giorni. A mancare sono proprie le cose che un tempo erano all’ordine del giorno: uno scherzo, una battuta, momenti che senza poter vedersi ovviamente vengono meno. Sono sicuro però che a differenza di marzo il tempo di isolamento sarà minore. Sono comunque ansioso di ritrovare questa quotidianità con i ragazzi, convinto che tutti metteremo il massimo per ritrovare il prima possibile la forma e dire la nostra».

Ancora manca l’ufficialità, ma sembra che si vada verso una modifica dei campionati. Come è la sua posizione in merito?

«Non sappiamo se la formula sarà quella ipotizzata negli ultimi giorni (secondo cui, mediante la divisione del girone in due gruppi a carattere regionale, verrebbero eliminati i turni infrasettimanali e le squadre avrebbero più tempo per eventuali recuperi di match non disputati, ndr), ma credo che rimanere all’interno della nostra regione sarebbe preferibile sotto un punto di vista logistico e per ciò che riguarda gli spostamenti».

Almeno in un primo momento cambierebbero anche gli avversari.

«Ci sarebbero formazioni comunque importantissime. Chiusi (dove milita l’ex Piombino Fratto, ndr) è fortissima, la stessa Livorno è una squadra veramente forte. In Toscana poi vincere in trasferta non è mai scontato: basti pensare a San Miniato che lo scorso anno è stata la prima forza del campionato, oppure a Empoli. Sarebbe comunque un mini girone molto equilibrato, dove noi potremmo dire la nostra. Difficile parlare dei playoff, ci sono ancora idee che devono essere ben studiate da chi di dovere. In ogni caso, qualsiasi siano gli avversari e la formula del girone, noi ci faremo trovare pronti senza dover pensare agli altri. Affronteremo ogni partita dando il massimo, concentrati come se affrontassimo i Los Angeles Lakers». —

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