Toscana
Giocano in pochi, si rifermano quasi tutti
Proseguono solo i campionati regionali, sospesi quelli provinciali e l’attività di base. Le reazioni fra le società
PIOMBINO
Se sei adulto puoi giocare. Fino alla Seconda categoria, almeno. Se giochi in Terza no, non puoi fare le partite. Se sei un ragazzino dipende: ok per i campionati regionali, niente invece per i provinciali. Se poi sei piccolino e fai attività di base scordatelo proprio di giocare con i compagni. Puoi continuare ad allenarti ma da solo, lontano dagli altri.
L’ultimo Dpcm ha scombussolato ancor di più il già frastornato calcio dilettantistico, confermando la normale attività per le competizioni a livello regionale di Juniores, Allievi e Giovanissimi, e fermando gli stessi campionati se provinciali, oltre a tutta l’attività di base.
A dire il vero si tratta di uno stop temporaneo (fino al 13 novembre) e parziale. Amatori, Terza categoria, provinciali e scuole calcio potranno continuare ad allenarsi ma individualmente. E nessuna partita ufficiale nel fine settimana.
Il tutto in mezzo alla selva di contagi e casi sospetti che stanno caratterizzando la stagione appena cominciata. C’è chi, per evitare la noia in campo, soprattutto per i più piccoli sta pensando a tornei di abilità e tiri in porta, ma la situazione è complicata.
«Possono continuare a svolgere la normale attività la prima squadra e gli Allievi regionali – afferma il dirigente del Piombino, Roberto Ulivi – Al contrario, Juniores provinciali, Giovanissimi 2007 ed Esordienti 2008, e tutta l’attività di base, dovranno allenarsi individualmente, puntando alla parte atletica e agli esercizi tattici. Fra l’altro la squadra Juniores questo sabato avrebbe iniziato il campionato, con la trasferta di Livorno. E invece nulla. Dalla prossima settimana invece di tre allenamenti ne faranno due per tenersi in forma. La preoccupazione maggiore, comunque, è per i più piccoli che in questo modo rischiano di perdere il senso del gioco. Cercheremo di tenere alto l’interesse, ma è indubbio che le società siano in difficoltà. Il settore giovanile da sempre porta linfa vitale, e adesso c’è la prospettiva di un bel danno economico».
«Tolta la prima squadra che milita in Seconda categoria, i nostri campionati giovanili sono tutti provinciali, e poi c’è l’attività di base, per un totale di circa 150 ragazzi– spiega Alessandro Bezzini, presidente del Salivoli – Riprendiamo oggi (ieri, ndr) almeno gli allenamenti, seguendo le disposizioni ministeriali, che sono le stesse di quando si ricominciò in primavera. No partitelle e no assembramenti. Divideremo il terreno di gioco in più aree e, in ogni porzione di campo, faremo esercizi ludico motori, puntando almeno alla conservazione della preparazione atletica per i più grandi e al gioco, alla tecnica individuale e ai fondamenti del calcio per i più piccoli. Certamente però resta complicatissima la gestione di bambini di 5-6 anni. In ogni caso, credo non sia finita qui. Questo nuovo Dpcm proseguirà fino al 13 novembre, a meno di un peggioramento. In tal caso, si chiude tutti. Viviamo alla giornata, consapevoli della difficoltà».
Ancora più complicata la situazione a Venturina dove, a fronte di 18 squadre giovanili, solo quattro sono regionali e continueranno la normale attività, mentre le restanti dovranno correre con il freno a mano. «Vanno avanti senza problemi solo la prima squadra, la Juniores, gli Allievi e i Giovanissimi regionali – dice Simone Poli, presidente del Venturina – Per gli altri allenamenti individuali. Parliamo di 200 bimbi su 300 tesserati. Allenamenti distanziati, senza contatto e senza partita. Che senso ha, dico io? È un grosso problema, anche di quote per noi. Molti genitori non avevano ancora pagato. Altri sì. Noi portiamo avanti un servizio ma chissà. L’idea è che si butti la responsabilità addosso alle società, e sappiamo tutti che situazione sia, con un eventuale caso positivo che scatenerebbe una catena infinita. E poi la contraddizione: cosa cambia se un bimbo fa gli Allievi regionali o provinciali? L’età è la stessa, però uno può giocare, l’altro no. A questo punto speravo fermassero tutto lo sport per un mese. Organizzare diventa sempre più difficile, oltre a perdersi il senso stesso di uno sport di squadra per definizione».
All’Elba sono messi pure peggio. L’incremento negli ultimi giorni dei contagi sull’isola ha bloccato tutti. «È da martedì che non ci alleniamo – afferma Daniele Frangioni, allenatore della prima squadra dell’Audace – Dopo i casi di contagio sull’isola, il presidente ha deciso di sospendere l’attività, anche se da noi non ci sono stati casi. Le partite? A regola le faremo. Non si sa come, visto che non ci stiamo allenando. E ricordo che domenica, dopo il lungo viaggio a Roccastrada, i ragazzi non se la sono sentita di scendere in campo proprio per paura del virus. Che dire? È una situazione mai vista. Meglio chiudere tutto allora».
«Complessivamente parliamo di oltre 160 ragazzi, compresa la prima squadra, ferma pure quella militando in Terza categoria – le parole di Cristian Pulidori, responsabile del settore di base del Porto Azzurro, che quest’anno ha incorporato anche le giovanili del Progetto Giovani Isola d’Elba – In realtà abbiamo fermato l’attività da lunedì per una settimana. Speriamo di ricominciare, seguendo tutti i protocolli. La paura è che i bimbi si annoieranno. Faremo la parte tecnica, quella tattica, più cose possibili, ma i bambini la prima cosa che chiedono quando sono in campo è “Mister, quando si fa la partitella?”». —
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