Il Tirreno

«Volevo il Piombino, una piazza storica E questo stadio mi dà emozioni incredibili»

Francesca Lenzi
«Volevo il Piombino, una piazza storica E questo stadio mi dà emozioni incredibili»

Patrick Villani, 20 anni, è l’ultimo acquisto dei nerazzurri L’ attaccante è stato al centro di una lunga trattativa

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PIOMBINO

È stato il protagonista del calciomercato estivo della Val di Cornia, ago della bilancia fra due società storiche e spesso antagoniste, Piombino e Venturina. Patrick Villani, nato a Ribolla nel 2000, attaccante di razza con un passato recentissimo a Grosseto, fra l’Eccellenza e la D, era di proprietà dei biancocelesti, con i quali ha giocato dagli Allievi agli Juniores regionali. Biancocelesti che, una volta avuta la conferma del salto in Promozione, hanno cercato di tenerselo stretto questo centravanti di belle speranze. Il ragazzo però da subito ha espresso la volontà di vestire la maglia nerazzurra. A sciogliere ogni riserva è stato una settimana fa il presidente Massimiliano Spagnesi che ha acquistato il cartellino di Villani dalla società biancoceleste.

Villani, contento di essere finalmente a Piombino?

«Contentissimo. Piombino è una piazza storica, e poi faremo l’Eccellenza, un campionato bello che offre molta visibilità. Il mio obiettivo è far bene e segnare più gol possibili. Oltre a questo però c’è il traguardo collettivo della salvezza».

Sei qui da pochi giorni. Come ti trovi?

«Molto bene. Il gruppo è giovane, affiatato, e io non vedevo l’ora di ricominciare».

Com’è andata nel lockdown?

«Mi è mancato moltissimo il pallone in questi mesi. Comunque quando sono stato al mare, ho sempre trovato il modo di giocare (ride, ndc). Oppure in pre-preparazione mi sono allenato nel campo del Ribolla che mi ha concesso la possibilità di accedere all’impianto».

Grosseto: due anni ad alto livello dove però non hai trovato molto spazio.

«Sono stati in ogni caso due anni che mi hanno migliorato dal punto di vista calcistico e caratteriale. Il primo anno è andato meglio: ho raggiunto anche un obiettivo personale nel campionato Juniores come capocannoniere, mentre in prima squadra, per quel poco che ho giocato, ho fatto un gol in una gara importante. La seconda stagione in biancorosso è stata ugualmente bella sotto l’aspetto collettivo ma effettivamente non ho avuto tante opportunità né minutaggio».

E adesso il Piombino che punta molto su di te.

«Da subito la mia volontà era di venire qui, piazza importante, dove sono stato fortemente voluto anche da mister Manuel Madau. C’è stato qualche problema nella trattativa col Venturina ma alla fine è andata bene e sono contento. Ora cercherò di calmare un po’ la pressione che ho intorno, provando a far bene sul campo».

Venturina che ti avrebbe voluto tenere, per giocare in Promozione.

«Non voglio assolutamente fare polemica. A Venturina sono stato bene, però volevo provare un campionato diverso. Piombino per me è la piazza giusta».

Come è stato entrare al Magona?

«Sapere che in questo stadio hanno giocato tante squadre importanti, anche di serie A, è un’emozione incredibile. Al primo gol, Covid permettendo, spero di poter esultare sotto la nostra tifoseria».

Quando nasce il Patrick calciatore?

«Ho cominciato prestissimo, per una passione trasmessa dal mio babbo. I primi calci li ho dati a 4-5 anni, a Ribolla. Poi ho fatto gli Esordienti a Follonica, due anni nei Giovanissimi nazionali a Gavorrano, uno a Grosseto, prima di approdare a Venturina».

La cosa più bella del calcio?

«Per un attaccante la risposta è ovvia: il gol. Ogni volta è un’emozione indescrivibile».

Dove ti vedi fra qualche anno?

«Beh, si deve sempre puntare in alto, però vado avanti passo dopo passo. Intanto spero di fare bene quest’anno».

Studi?

«Sì. Frequento l’università Pegaso di Montepulciano che mi consente di continuare anche a giocare a calcio, attraverso video lezioni ed esami nella sede più vicina. Lo studio non lo lascio davvero. Anche in questo ho preso da babbo che oggi ha una palestra a Massa Marittima. Non dovessi diventare un calciatore, vorrei comunque restare nell’ambiente dello sport».

Sei tifoso?

«Sì, del Milan. E Ibrahimovic è l’attaccante a cui mi ispiro, sia per la carriera che per la serietà fuori e dentro il campo». —

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