Il Tirreno

l’intervista 

«Sono molto felice» Gilberto Allori benedice l’accordo tra Piombino e Salivoli

Francesca Lenzi
«Sono molto felice» Gilberto Allori benedice l’accordo tra Piombino e Salivoli

«Questa collaborazione darà i suoi frutti e durerà nel tempo Ora servono solo la fiducia dei genitori e l’aiuto del Comune»

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piombino

La sua creatura è vicino a dove abita. Dal villaggio dei Cavalleggeri al Marianelli sono pochi passi, anche se per lui adesso sono troppi, per colpa dell’artrosi alla spina dorsale che gli ha levato la forza nelle gambe e la possibilità di andare a vedere i suoi bimbi che giocano a pallone. Il campo di Calamoresca è stato per tanti anni la seconda casa di Gilberto Allori, presidente fino al 2014 del Salivoli, ma ancora anima pulsante e faro luminosissimo per la società biancoceleste, nata dalla polvere tirata su con i calci al pallone dei ragazzi che Gibo aveva iniziato a far giocare al Vallone. «Tutto cominciò nel 1966 – disse Allori in un’intervista al Tirreno, pubblicata lo scorso 11 ottobre – Mi ero da poco trasferito al villaggio dei Cavalleggeri. C’erano questi ragazzetti che giocavano nel piazzale. Facevano chiasso e davano noia agli operai che dormivano dopo il turno di notte. Così li portammo al Vallone per giocare a calcio. Si andò avanti bene. Anche perché il Piombino a quei tempi lasciava perdere molto il settore giovanile. Fu quell’errore a permetterci di sollevare il Salivoli».

E anche in quell’intervista, realizzata pochi giorni dopo il suo 85° compleanno, Gibo si lasciò andare ai ricordi che legano la storia del suo Salivoli a quella dei nerazzurri del Magona. Una storia fatta di mancati accordi o intese temporanee, sempre però con la data di scadenza sopra la confezione. Questa sembra la volta buona. L’accordo firmato dalle due società nei giorni scorsi parte con il piede giusto. È lo stesso Allori a esserne convinto.

Allori, finalmente è arrivato quell’accordo che lei stesso, pochi mesi fa, continuava a considerare indispensabile per non far scappare i ragazzi da Piombino.

«Da presidente ho provato tante volte, perché mi ero accorto, prima di tutti gli altri, che altrimenti si faceva una finaccia. Con Spagnesi ho parlato due o tre volte, però al tempo non ci sentiva da quell’orecchio. Non lo so perché».

Ora però ha sentito.

« Sì, ma perché anche lui ormai ha capito che sennò si finiva, fra tutti».

Lei l’ha letto l’accordo?

«Sì, e sono pienamente soddisfatto. Hanno fatto le cose giuste, dividendo le squadre in modo equilibrato. Adesso speriamo che i piombinesi facciano giocare i figli qui, a casa loro. Perché se un giovane ha le qualità per essere un giocatore, può partire benissimo anche da Piombino, senza andare chissà dove. Andrea Luci è l’esempio più grande».

Insomma, è contento?

« Sì, certo. Questo accordo significa fermezza e consapevolezza. L’appello che mi sento di fare con il cuore è rivolto ai genitori. Che si fidino di noi, e non portino fuori i loro figli a giocare. Adesso non c’è più concorrenza, ma due società che vogliono fare gli interessi dei ragazzi di Piombino. Che poi io alla squadra nerazzurra le voglio bene. Gliene ho sempre voluto. Ci ho giocato pure. E ho provato più volte a collaborare. Con il presidente Finucci, poi con il Camarri, e ancora con il dottor Fregosi. Accordi però, a tempo, un po’ così. Che poi se un bimbo gioca con la maglia della propria città è meglio. Ha più voglia, c’è attaccamento. Però sarà lunga».

Cioè?

«Ci vorranno almeno 3-4 anni per vedere l’esito di questo accordo. La fiducia nei dirigenti c’è, ora serve la fiducia dei piombinesi. Io comunque sono ottimista».

E una fusione fra le due società come la vede?

«Ora sarebbe prematura. Ma se le cose dovessero andare come spero, sono convinto sarebbe la strada naturale. Mettiamola così: adesso siamo solo fidanzati. Vediamo se ci vorremo così bene da sposarci. Che poi sono sempre stato considerato un po’ un traditore io».

In che senso?

«Eh, dal Piombino. Perché da giocatore nerazzurro, ho fondato il Salivoli. Ma che dovevo fare? Dove li potevamo far giocare i ragazzi? L’errore fu dei nerazzurri che trascurarono il settore giovanile, permettendoci di diventare più grandi di quanto ci si potesse tutti aspettare».

Ora però è felice.

«Certo che lo sono. Finalmente c’è un accordo che va bene a entrambe le società. Un’intesa equilibrata, grazie alla quale nessuna delle due va a sparire, com’era capitato nei tentativi precedenti. Adesso non manca niente a nessuno. Anzi, qualcosa sì: la fiducia che i piombinesi devono darci. Io sono sicuro che questa collaborazione durerà nel tempo. Ad aiutarla deve essere l’amministrazione comunale, intanto migliorando gli impianti che ci sono ora». —



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