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Mattia Pallini, dal Salivoli alla corte dell’Empoli

Francesca Lenzi
Mattia Pallini, dal Salivoli alla corte dell’Empoli

Giocherà con i Giovanissimi professionisti nazionali Il babbo: «Gli ho detto di viverla come una bella esperienza»

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piombino

Pantaloncini neri, t-shirt e scarpe da tennis, Mattia Pallini ha fatto visita al centro sportivo Monteboro. Non da turista, però, ma da nuovo giocatore dell’Empoli. La firma per l’attaccante, cresciuto nelle giovanili del Salivoli, è arrivata ieri, dopo la passata stagione con la maglia del Livorno, nell’under 14 professionisti regionali. Mattia, che farà 15 anni il prossimo gennaio, ha dato i primi calci a Calamoresca, dov’è rimasto fino all’anno scorso. Poi la chiamata labronica, prima dell’interesse dimostrato dall’Empoli dove giocherà nei Giovanissimi 2006 professionisti nazionali. «È contentissimo, come lo siamo anche noi – le parole del babbo Daniele – È una bella soddisfazione. Lo era già stato il salto dal Salivoli al Livorno. Questo è un ulteriore passo in avanti. Il mondo del calcio è particolare. È un ambiente nel quale a trovare le misure giuste, e a ingranare subito, si riesce a farsi vedere. L’anno scorso per Mattia è stato così con 16 presenze e 14 gol: in un campionato dove di fatto si ha a che vedere con ragazzi selezionati. A Empoli sarà più difficile e sarà ancora più impegnativo far collimare il calcio con la scuola». Mattia inizierà infatti le superiori e frequenterà la prima del liceo scientifico. «A Piombino – afferma babbo Daniele – Nel primo contatto con l’Empoli era spuntata la possibilità di un convitto. Però, parlando anche con Mattia, che è piccolo, ma è giusto che prenda le proprie decisioni, è emersa la voglia di voler fare il primo anno del liceo qui a casa. Anche se il sacrificio sarà maggiore. Andrà infatti a scuola la mattina, quattro volte a settimana a Empoli in treno, per tornare a Piombino in serata. A Mattia l’ho sempre detto: vivila come una bella esperienza. Non fare progetti futuri, perché il calcio è un mondo dove, su tantissimi, ne arriva uno soltanto. Già così è una bella esperienza. Non sono un genitore modello, ma se noi per primi mettiamo in testa ai ragazzi che il successo viene solo se si vince, siamo dei gran bischeri. Un’ultima cosa – conclude Daniele – Voglio far presente come da una scuola calcio quale il Salivoli è possibile approcciarsi al calcio professionistico. È anche merito loro che, con tanti sacrifici e impegno, fanno giocare i nostri bimbi a calcio tutto l’anno». —



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