Gioco
Pistolesi e il caso dei 2005 «I ragazzi lo sanno bene cosa gli è stato tolto»
venturina
Coda di polemica in questo finale di stagione così particolare, sospeso a lungo e condizionato dal coronavirus. Con le retrocessioni annullate in quasi tutte le categorie, sono state molte le società che hanno beneficiato dell’eccezionalità del periodo, premiate anzitempo con la promozione. È stato il caso delle prime di ogni girone, ma anche di diverse seconde classificate al momento della sospensione.
Tutti contenti allora? No. Non tutti.
Il Venturina, salito in Promozione con la prima squadra, si ritrova a protestare per una questione in ambito di giovanili. Nello specifico, per i Giovanissimi 2005 che, dopo aver vinto il campionato e spinto la categoria in Elite, si sono visti negare la classe degli Allievi B di merito. I vertici biancocelesti hanno anche chiesto e ottenuto un incontro a Firenze con i dirigenti Figc, ma non hanno cavato un ragno dal buco. Almeno per ora. Anzi, hanno pure rimediato la replica piccata del vicepresidente vicario del comitato regionale Figc, Bruno Perniconi, al quale non è piaciuto lo striscione mostrato dai ragazzi del 2005, con la scritta «Rispetto per il Venturina calcio», pubblicato anche sulla pagina Facebook della società. Oltre ad aver spiegato la posizione della federazione, Perniconi si è detto dispiaciuto per quello striscione: «Sicuramente i ragazzi non ne hanno trovato giovamento dal punto di vista formativo ed educativo in quanto il portare quel rispetto avrebbe voluto dire non rispettare un regolamento per favorire loro. Forse sarebbe stato più opportuno che i dirigenti avessero spiegato loro l’importanza del rispetto dei regolamenti, senza togliere il diritto della società di esporre le proprie ragioni e anche critiche a questo Comitato che ha sempre dimostrato la massima disponibilità ad ascoltare e incontrare chiunque. Lasciamo che di certe cose se ne occupino gli adulti senza strumentalizzare i giovani».
Parole che non sono andate giù al Venturina. «Siamo passati come la società che non insegna le regola ai bimbi ed è una cosa fuori dal mondo – afferma il presidente Simone Poli – Se c’è una cosa che insegniamo è proprio il rispetto per le regole e lo dimostra la qualità acquisita dal settore giovanile negli ultimi dieci anni. Non solo, basta guardare le classifiche della coppa disciplina di ogni gruppo per rendersene conto. Il fatto è che ci è stato tolto un campionato importante, sia per la società che per la crescita di questi ragazzi. Un campionato meritato sul campo. In una situazione normale, il Venturina avrebbe partecipato al 100% a quel campionato perché la storia dice che chi vince i Giovanissimi regionali l’anno successivo va a fare gli Allievi di merito. E ce l’hanno confermato anche da Firenze. Parliamo di una stagione nella quale non sono state retrocesse le ultime. Sono state premiate le finaliste di coppe, le seconde classificate. E non si dà la possibilità ai bimbi che hanno vinto il campionato di fare gli Allievi di merito? Per cosa poi? Perché, a fronte della sospensione delle retrocessioni, non si vuol portare il campionato da 16 a 18 squadre, quando tutti i campionati sono stati modificati per questo covid. E la beffa è sentire le dichiarazioni di Perniconi. I ragazzi non sono stupidi. Lo sanno da soli cosa hanno ottenuto sul campo e cosa è stato loro tolto. Ci siamo rimasti male e continueremo a lottare».
A pagare questa situazione sia il Venturina che il Capostrada di Pistoia. «Quando non si conoscono le dinamiche, sarebbe meglio non dire certe cose – sostiene Roberto Pistolesi, responsabile del settore giovanile del Venturina – Qui parliamo di valori sportivi, non di regole, e dell’idea che quando uno dà, raggiunge qualcosa. Le regole e il rispetto i ragazzi li conoscono perfettamente. Parliamo di una situazione particolare che si è venuta a creare e di un buonsenso usato in tutte le categorie tranne che in questa. Il rammarico sta tutto qui. Che poi anche a termini di regolamento non è che mi torni molto quello che dice la Figc. È vero, gli Allievi B sono un campionato a completamento. E si attaccano a questo. Ma è anche vero che storicamente le società che fanno i Giovanissimi Elite sono sempre andati al campionato di merito. Ai 2005 non viene dato quanto si sono guadagnati sul campo. E a rimetterci sono i bimbi. La Figc motiva la decisione con il regolamento, il mio discorso verte sul buonsenso. In un momento dove si è cercato di non far retrocedere nessuno, anche modificando gironi e format, la mia perplessità è chiara: che problema c’è nel portare un campionato da 16 a 18 squadre? Con due di queste che hanno vinto un campionato regionale. Non è giusto per i bimbi e, in ogni caso, non accetto che mi si venga a dire che dobbiamo insegnare le regole ai ragazzi». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
