Gioco
Supercoppa, ecco il piano B del basket
Faraoni (Lnp) e l’ipotesi di una competizione a porte chiuse in attesa del via ai campionati, aperti al pubblico, a gennaio
Francesco Massei /Piombino
A quasi un mese di distanza dalla sospensione definitiva dei campionati di serie B e regionali, a cui ha fatto seguito qualche settimana dopo la scelta di chiudere anticipatamente anche la serie A1 e A2, la Fip e la Lega Nazionale Pallacanestro stanno lavorando intensamente per capire come potrà ripartire il movimento della palla a spicchi nazionale.
Sul futuro del campionato di serie B, quello in cui milita il Basket Golfo Piombino, la Lnp si è espressa qualche giorno fa tramite un comunicato: il termine ultimo per le iscrizioni alla serie cadetta è stato prorogato al 31 luglio, mentre il torneo potrà iniziare solamente a porte aperte.
Alla luce di quest’ultimo aspetto, è ragionevole pensare che la serie B possa iniziare con qualche mese di ritardo.
«Stiamo aspettando delucidazioni in merito dal governo e dal Coni - dice Massimo Faraoni, segretario generale della Lega nazionale pallacanestro - per capire come e quando potrà ripartire l’attività sportiva. Logicamente non è facile adesso fare previsioni. Nell’ultimo campionato avevamo 28 squadre militanti nel campionato di serie A2 e 63 partecipanti a quello di serie B: ogni regione poi ha situazioni e impianti differenti, senza dimenticare che molti palazzetti sono risalenti agli anni Ottanta e Novanta. La situazione quindi non è facile. La scelta di voler ripartire solamente a porte aperte è un segnale lanciato dalla Lnp: dobbiamo tenere in considerazione che il basket è lo sport delle famiglie e, come tale, deve vissuto con la presenza del pubblico. Stiamo comunque monitorando tutte le indicazioni che ci arrivano in Lega e che giungeranno nelle prossime settimane».
«Abbiamo diversi piani a seconda delle linee guida che ci verranno date: uno di questi ad esempio - afferma Faraoni - lo si avrebbe nel caso in cui venisse confermata la possibilità di giocare a palazzetti aperti, solamente a nuovo anno. In questa ipotesi, come Lnp potremmo pensare di proporre una Supercoppa di serie A2 e una di serie B, da disputare nei mesi di ottobre, novembre e dicembre ovviamente a porte chiuse. Possiamo già contare su un servizio di streaming importante, senza dimenticare che la serie A2 viene trasmessa su Sportitalia mentre per quanto riguarda la serie B siamo in trattativa con un canale importante. Insomma, come Lega nazionale pallacanestro siamo concentrati sul futuro».
Una volta delineate le modalità di ripartenza, per la Lnp sarà il momento di affrontare anche la questione format dei campionati: non poche squadre sembrano in difficoltà con le iscrizioni ai vari tornei ma altrettante, stando ai rumors, sono pronte a riposizionarsi nelle serie superiori. La grande novità dell’estate cestistica 2020 è infatti legata all’aspetto dei riposizionamenti: i club potranno chiedere l’iscrizione a campionati di categorie superiori.
«Al riguardo - commenta il segretario generale - la Lnp ha chiesto alla Fip una proroga del termine per le iscrizioni ai tornei, che infatti è stato spostato al 31 luglio: è un segnale importante perché permetterà alle società di potersi guardare intorno, avviare progetti con aziende del territorio per eventuali sponsorizzazioni. Ci sarà poi da capire quante formazioni si iscriveranno ai campionati. Con la possibilità di riposizionarsi, pare ci siano diverse squadre in alcune regioni che sono pronte a compiere il salto dalla serie C Gold alla serie B. Solo dopo - conclude Faraoni - potremo eventuale delineare un nuovo format».
Un grosso punto interrogativo resta inoltre per ciò che riguarda le attività giovanili: il basket è uno degli sport più praticati in Italia e, nel quadro locale, la Pallacanestro Piombino può contare su un elevato numero di iscritti. La paura di genitori e dei piccoli cestisti è quella di poter tornare in palestra fra molti mesi.
«I campionati giovanili - conclude Faraoni - non sono di nostra competenza anche se come Lega nazionale pallacanestro possiamo dare indicazioni alla Federazione italiana pallacanestro. Su questo tema comunque ci sono molte incognite. Basti pensare all’aspetto legato alle trasferte dei bambini e dei ragazzi, che spesso si muovono mediante pulmini di nove persone: tutti punti che dovranno essere affrontati dal Coni e dal governo. Una prima idea per la ripartenza sarebbe quella, a livello giovanile, di creare campionati che, almeno in una prima fase, non comportino grossi spostamenti nelle province e nelle regioni: successivamente, quando speriamo che la situazione sarà migliorata e magari i palazzetti potranno essere aperti regolarmente, potremo passare a dei campionati che coinvolgano anche squadre di differenti zone geografiche». —
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