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Iardella e il futuro «Siamo tutti in attesa Io resto legatissimo al Golfo Piombino»

Francesco Massei
Iardella e il futuro «Siamo tutti in attesa Io resto legatissimo al Golfo Piombino»

Il capitano gialloblù commenta lo stop dei campionati e aspetta che la Lnp decida come fare per il prossimo anno

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Piombino

Nelle giornate in cui si ferma l’intero movimento cestistico nazionale (ufficiale infatti anche lo stop definitivo per la serie A1 e la serie A2), già si pensa alla serie B della prossima stagione. La linea della Lega nazionale pallacanestro sembra chiara: si attenderanno prima le iscrizioni delle squadre (probabile che venga anticipato il termine per prendere parte ai campionati) per poi procedere a un’eventuale riformulazione del regolamento del torneo cadetto. Ricordiamo che il format attuale della serie B prevede 63 partecipanti divise in 4 gironi (da 16 ciascuno, con la sola eccezione del girone A, composto da 15 squadre): è difficile ipotizzare cambiamenti, ma è anche lecito attendersi la rinuncia di qualche formazione. Per questo, sempre secondo indiscrezioni, la Lega potrebbe concedere la libera iscrizione al campionato di serie B sia alle squadre di categoria superiore (che per motivi economici potrebbero autoretrocedersi) sia a quelle di categoria inferiore.

Quel che è certo è che la stagione 2019/2020 è ufficialmente terminata: tutti i giocatori del Basket Golfo Piombino hanno fatto rientro nelle proprie città di provenienza. I gialloblù hanno di fatto interrotto il proprio campionato lo scorso 22 febbraio a Firenze: c’è chi, nella truppa allenata da coach Andreazza, è stato costretto a farlo qualche settimana prima. È il caso di Alessio Iardella, capitano della Solbat, che per un infortunio patito nella gara con San Miniato (dove aveva messo a referto 22 punti), ha giocato la sua ultima partita il 2 febbraio proprio nella sfida con i pisani. Iardella è uno dei giocatori più amati dalla tifoseria piombinese, che anni fa nei suoi confronti espose uno striscione emblematico: «Non esiste il Golfo senza Iardella». Effettivamente la guardia labronica con la canotta gialloblù ha affrontato diverse battaglie, evidenziandosi sempre oltre che per le sue qualità balistiche anche per una grinta invidiabile.

Iardella, classe 1988, è arrivato a Piombino nella stagione 2013/2014 dopo numerose esperienze tra Castelfiorentino, Fabriano e Don Bosco Livorno, e sotto l’ombra del Palatenda si è fatto amare dai propri tifosi. È un punto importante della storia recente della pallacanestro piombinese: anche grazie ai suoi punti i gialloblù hanno sconfitto corazzate come la Fortitudo Bologna e la Mens San Siena, o hanno ottenuto posizioni di rilievo come il secondo posto nella scorsa stagione. È proprio al capitano del Basket Golfo che abbiamo chiesto la sua opinione in merito agli ultimi accadimenti che hanno toccato il mondo della palla a spicchi.

Iardella, come procede questo periodo senza basket?

«Nelle prime settimane avevo la doppia incognita legata sia alla discussione della laurea (la scorsa settimana si è laureato in scienze motorie, ndr) sia all’evoluzione della situazione legata ai nostri allenamenti. Erano momenti concitati perché non sapevamo se dovevamo allenarci e per di più stavo aspettando notizie dall’Università. Una volta che i due aspetti si sono in qualche modo risolti, sono tornato ad allenarmi in casa: per il resto, passo il mio tempo libero studiando qualche argomento che mi interessa particolarmente, guardando film e dedicandomi anche a qualche lavoro domestico come il giardinaggio».

È d’accordo con la decisione della Fip?

«Sì, assolutamente. Concludere anticipatamente non può farci piacere, ma ritengo che la scelta fosse scontata. Sarebbe stato impossibile riprendere per andare a giocare in altre regioni. Senza dimenticare che poi ai playoff incrociandoci con l’altro girone, avremmo quasi girato l’Italia. Sarebbe stato difficile garantirci una certa tutela, dal momento che non abbiamo garanzie».

La sospensione è coincisa col momento in cui Piombino sembrava aver trovato la miglior condizione.

«Sì, eravamo riusciti a trovare la quadra e l’alchimia giusta. Inizialmente, anche per l’inserimento di due giocatori importanti e di grosso calibro come Eliantonio e Sodero, avevamo dovuto abituarci a nuovi schemi e a nuovi equilibri: eravamo incappati in qualche sconfitta di troppo, però negli ultimi mesi avevamo infilato una striscia di dieci vittorie consecutive che ci avevano riportato a ridosso delle primissime posizioni, in linea con gli obiettivi di inizio stagione. Sono convinto che ai playoff avremmo potuto toglierci delle soddisfazioni».

Potrà riprendere il discorso interrotto nella prossima stagione.

«Parlando col cuore, non avrei assolutamente alcun dubbio nella scelta di proseguire con Piombino, cercando di fare qualcosa di sempre più grande. È una piazza a cui sono legato moltissimo. Dovremo però capire come, di fronte a una situazione difficile come quella che stiamo vivendo, non solo come reagirà la società ma soprattutto cosa verrà deciso a livello generale per il basket italiano. L’idea comunque è quella di continuare anche se dovremo aspettare ciò che verrà deciso in futuro».

Riguardo alla situazione che sta affliggendo l’intero mondo dello sport, nel suo caso ha firmato una lettera insieme agli capitani delle squadre della serie B, chiedendo di fatto una maggior tutela verso la categoria. Cosa ne pensa?

«Questo comunicato che ho firmato era più in riferimento alla situazione generale che si sta venendo a creare. Dobbiamo considerare che in giro per l’Italia ci sono società che avevano problemi a pagare alcune mensilità prima della crisi e adesso si trovano ancora più in difficoltà: non è comunque il caso di Piombino, dove per fortuna abbiamo una società seria. In contesti difficili però non dobbiamo dimenticare che ci sono giocatori che con questo sport riescono a viverci, contraendo mutui. È per questo che abbiamo firmato quella lettera, chiedendo più tutela per chi in queste categorie vive il basket come un lavoro». —

Francesco Massei

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di Redazione web