Gioco
Vallini: «Abbiamo perso un anno importante Ma i tecnici e le ragazze sapranno recuperare»
Il presidente della Pallavolo Riotorto commenta la stagione interrotta e il particolare momento che stiamo vivendo
piombino
Il campionato regionale di pallavolo di serie D è ormai fermo da 5 giornate. Le ragazze di Matteo D’Alesio sono infatti scese in campo per l’ultima volta il 22 febbraio. Poi è giunta la sosta, che si protrarrà probabilmente fino alla fine del campionato.
Per la F&F Mare Verde Riotorto si tratta di una stagione fino all’interruzione a due facce, con una prima parte – fino alla pausa natalizia – che ha visto le giallorosse protagoniste assolute e prime in classifica con il miglior gioco del campionato. Dopo il big match casalingo della seconda metà di dicembre contro la Consani Grosseto, perso nettamente, qualcosa è cambiato. Dal primo posto, la F&F Mare Verde è scesa al sesto al momento della sospensione, in una posizione di classifica che non le avrebbe consentito di accedere ai playoff. Per analizzare la stagione, ferma alla 16ª giornata, e alla luce di questo periodo di sosta forzata a causa del coronavirus, abbiamo posto alcune domande al presidente Evio Vallini.
Presidente, è soddisfatto del campionato disputato dalle ragazze fino alla sosta per il Covid 19?
«Vedendo la qualità della pallavolo che stavamo giocando, il sesto posto ci stava un po’ stretto. È vero, tuttavia, che ci sarebbero state tutte le condizioni per risalire. Purtroppo la pandemia ha messo tutti a casa, e ritengo giusta la decisione della Federazione e del Governo di bloccare tutte le attività sportive. Non capisco però quel calo dal punto di vista del gioco e dei risultati. Le ragazze si sono sempre allenate bene, abbiamo uno dei migliori allenatori in circolazione, di cui siamo soddisfattissimi anche per il grande lavoro con il settore giovanile» .
Quindi si reputa soddisfatto?
«Stavamo raggiungendo l’obiettivo iniziale, ossia far meglio dell’anno scorso. Ma per come abbiamo giocato nei primi tre mesi era normale dover pensare ai playoff. Che potevano essere ampiamente raggiungibili. In definitiva, salvo Consani Grosseto, superiore a tutti, tra le squadre che ci sono davanti solo Jenco e Nottolini potevano avere qualcosa più di noi. Se non ci fosse stata questa sospensione avremmo avuto la possibilità di recuperare».
Sa individuare il momento decisivo in senso negativo nell’andamento del campionato?
«Penso che la sconfitta casalinga contro Consani, così netta, ci abbia tagliato le gambe e abbia ridimensionato fortemente le ambizioni. Da quel momento siamo stati in grado di esprimere il nostro gioco solo a tratti. Abbiamo perso quella continuità nel gioco che era la nostra forza».
Ora cosa succederà?
«La Federazione non si è ancora espressa, ma vedo quasi impossibile portare a termine il campionato. Ammesso che ci facciano tornare in palestra dopo la metà di aprile, ci vorrà almeno un mese per rifare la preparazione, e con almeno dieci partite da recuperare ci sarebbero dei turni infrasettimanali che vedo difficili da poter sostenere. Potrebbe essere possibile la proposta di far disputare i playoff congelando la classifica alla fine del girone di andata, il campionato non sarebbe del tutto gettato via almeno per quelle squadre che avevano obiettivi importanti: penso al Consani Grosseto che avrebbe dominato e vinto il campionato come prima classificata e si ritrova con un pugno di mosche in mano e ripartire con altre spese per una serie D tutta da rigiocare. In questo caso potremmo disputare i playoff avendo chiuso il girone di andata al terzo posto».
Ha qualche rimpianto?
«Sì. La sospensione non ci ha permesso di coltivare quelle giovani promesse che stanno crescendo. Alcune avevano già dato dimostrazione di stare migliorando molto in partita e negli allenamenti. Ma i nostri tecnici sapranno far far tornare le ragazze alla mentalità giusta».
Questo vale per tutte le società.
«Abbiamo perso un anno importante, il lavoro sulla tecnica è bene che sia costante. Per una piccola società come la Pallavolo Riotorto, tale lavoro è necessario e doveroso per il ricambio generazionale. Abbiamo chiesto alle ragazze, specie alle giovani, di non perdere l’entusiasmo. Sappiamo che ognuna di loro, pur nelle restrizioni imposte dalla situazione critica, ha fatto il massimo per non mollare fisicamente e mentalmente. Appena ci daranno l’opportunità di tornare in palestra dovremo riprendere il lavoro da dove è stato interrotto. Questo periodo di astinenza dalla pallavolo deve motivare tutte e tutti a essere responsabili e migliori, come persone e come sportivi». —
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