Il Tirreno

È un Piombino tenace che impone il gioco Le chiavi della squadra ce l’ha Francesco Luci

È un Piombino tenace che impone il gioco Le chiavi della squadra ce l’ha Francesco Luci

Il centrocampista da tempo è il punto di riferimento di un gruppo di valore al quale Madau ha dato un’identità

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PIOMBINO. Lo abbiamo scritto in tempi non sospetti: quando Francesco Luci prenderà le chiavi di questa squadra e le girerà nel quadro, ci sarà da divertirsi. E il centrocampista lo ha fatto. Non solo domenica a Magliano e non solo perché ha segnato due gol. Da tempo Luci è diventato il punto di riferimento dei nerazzurri. Risolti alcuni problemini fisici, è tornato quello di una volta, il bel giocatore che Miano volle a tutti i costi al Grosseto, che quest’anno avrebbe potuto fare la serie D in biancorosso ma che con Magrini sarebbe stato la seconda o terza scelta. E così ha deciso di scendere di due categorie e tornare a essere protagonista al Magona, dove tutti gli vogliono bene. E dove bene sta facendo. Intorno a lui c’è un collettivo che ora gioca a memoria. Manuel Madau ha fatto un bel lavoro, dando un’identità a questo gruppo.

Il Piombino che domenica ha travolto il Sant’Andrea non è più la squadra sperimentale che ogni tanto aveva amnesie dietro e stentava a trovare la porta davanti. Ora il Piombino detta i tempi, impone il proprio gioco, è in continuo movimento, mantiene la concentrazione per tutta la partita e non è un caso se spesso ha risolto situazioni complicate negli ultimi minuti. Significa tenacia, costanza, significa cuore. Ed è lontano anche il periodo nero, quello di inizio gennaio, con tre sconfitte nel giro di una settimana (Atletico Etruria, Lebowski e San Donato). Dal derby vinto a Bibbona col Cecina, il Piombino è decollato. E ora se la gioca con altre due squadre: la capolista Certaldo, che mantiene due punti di distanza ma che proprio al Magona ha perso partita e certezze; e il Lebowski che potrebbe ritrovare il Piombino nei playoff. E se due volte è andata bene ai grigioneri, chissà: questo Piombino è molto diverso da quello della prima giornata o della partita dell’8 gennaio. Ha perso qualcosa ma ha guadagnato tanto al mercato di riparazione. Zoncu e Morelli stanno facendo davvero la differenza, ripagando la fiducia del diesse Andrea Gherardini e tappando un po’ la bocca al presidente Spagnesi che, alle prime difficoltà, si era lamentato proprio di loro. Ora per la verità Spagnesi la bocca la tiene chiusa solo contro Il Tirreno, ma non è importante quel che dice o non dice lui. Importante è che i ragazzi continuino ad andare in campo con questa voglia e con questa mentalità vincente. Poi, i conti si faranno alla fine. Ma il ritorno in Eccellenza dopo la folle retrocessione dello scorso anno è più di una possibilità. Riuscirà il sorpasso sul Certaldo? O saranno playoff? E in questo secondo caso, la forbice si allargherà fino a più 10 sulla quinta (ora siamo a 9) in modo da passare direttamente alla finale di girone? Tra un mese lo sapremo. Mancano cinque giornate al termine di questo entusiasmante campionato del Piombino, che meriterebbe come minimo il pubblico di nove giorni fa, quello del match contro la capolista Certaldo.

Vediamo un po’ cosa riserva il calendario alle prime tre in classifica. Domenica prossima il Piombino ospita l’Urbino Taccola, mentre il Certaldo va a Monterotondo (chissà che i maremmani non vogliano riprendersi quei punti persi a tavolino) e il Lebowski riceve il Gambassi.

Domenica 15 i nerazzurri sono a Montalcino, squadra invischiata nella zona rossa, mentre a Certaldo c’è il Lebowski.

Domenica 22 al Magona c’è il Forcoli Valdera, attuale fanalino del girone, il Certaldo è sul campo dell’Atletico Etruria (attuale penultima in classifica) e il Lebowski ospita la Real Cerretese. Occhio anche a Cecina-Picchi.

Domenica 29 c’è Piombino-Monterotondo, Certaldo-Cecina e Urbino Taccola-Lebowski.

Domenica 5 aprile, ultima giornata, il Piombino chiude a Galluzzo, il Certaldo a San Donato e il Lebowski col Sant’Andrea.

Cinque domeniche: una lunga finale da gustarsi. —



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