Il Tirreno

Piombino, un pari e tanta rabbia sul campo del Picchi Livorno

In vantaggio con Catalano, i nerazzurri sono stati raggiunti nella ripresa e si sono visti negare un rigore nel recupero

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PIOMBINO. Un tempo per uno e Piombino e Picchi pareggiano questo derby d’alta quota. A Banditella è andata in scena una bella partita, maschia e combattuta da entrambe le parti che ha regalato emozioni e occasioni per tutti i 90 minuti. Ma alla fine, forse, il punto ottenuto non accontenta né i nerazzurri né gli amaranto, che rimangono appaiati a quota 35. Due gol, un espulso, tante belle giocate e un calcio di rigore non dato proprio nel finale che ha fatto esplodere la rabbia di calciatori, Madau e dei tifosi piombinesi. Il contatto tra Castagnoli e Braschi c’è stato, però l’arbitro ha fatto proseguire l’azione non concedendo un rigore che avrebbe potuto cambiare il risultato finale.

Ma andiamo con ordine. Che fosse un match teso e infuocato lo si è capito subito, dopo un paio di minuti, quando Neri è finito a terra per un contatto dubbio. L’arbitro ha lasciato correre, nonostante le proteste veementi dei giocatori e della panchina locale. Poco più tardi la difesa nerazzurra ha lasciato un po’ troppo spazio a Semboloni che da fuori area ha caricato il destro, ma la palla è volata alta. Ma l’Atletico è un diesel e così, dopo un inizio lampo del Picchi, ha iniziato a carburare col passare dei minuti, alzando il baricentro e prendendo in mano il pallino del gioco. La prima vera occasione dei nerazzurri è arrivata al 20’ con Braschi che si è fatto ipnotizzare da Malasoma. Il miglior Piombino si è visto nella parte centrale del primo tempo, quando i padroni di casa sono andati un po’ in affanno. Una punizione è volata alta sopa la traversa e poi anche i nerazzurri hanno recriminato per un rigore non dato su Braschi, ma anche in questo caso il signor De Marco di Lucca ha lasciato correre. Le proteste comunque hanno galvanizzato i ragazzi di Madau che al 28’ sono passati in vantaggio. Palla a Catalano sulla tre quarti, l’attaccante si è accentrato e, aiutato da una marcatura piuttosto larga dei difensori avversari, ha avuto tutto il tempo e lo spazio per caricare il tiro e battere Malasoma con un potente sinistro dal limite dell’area. Dopo lo 0-1, sulle ali dell’entusiasmo il Piombino ha continuato a pressare alto prendendo ancor più coraggio. Poco dopo la mezz’ora, Braschi è stato bravo a rubare palla a centrocampo, innescando una ripartenza pericolosa sventata all’ultimo da Lotti che ha colpito di testa e messo fuori. Al 35’ Tommaso Rocchiccioli su punizione ha avuto la possibilità di raddoppiare, ma il suo tiro centrale è stato controllato senza problemi dal portiere. Volato alto, invece, il siluro di Braschi dal limite dell’area. Nell’ultima parte della prima frazione di gioco, però, sono venuti fuori i padroni di casa che hanno anche sfiorato la traversa con Neri e si sono resi pericolosi in contropiede con Cutroneo. Prima dell’intervallo c’è stato il tempo anche per la punizione di Cacciò che però non ha impensierito il portiere. La verve del Picchi è venuta fuori nella ripresa con Neri che sulla fascia sinistra ha creato il panico. E proprio da una sua involata sulla fascia è nato il corner che ha portato al gol. Dalla bandierina Semboloni ha messo in mezzo un pallone precisissimo per Lotti che, arrivando dalle retrovie, ha colpito di testa e messo in rete. Raggiunto l’1-1 gli amaranto hanno continuato ad attaccare, creando un’occasione con Pellegrini e con Lotti che ha sfiorato la doppietta d’un soffio. Dopo un po’di affanno si è rivisto anche il Piombino, che però non è andato oltre una percussione di Braschi e un tiraccio di Del Nero.

A metà ripresa il Picchi è rimasto in 10 per l’espulsione diretta di Taddei che è entrato malissimo su Di Batte. E in superiorità numerica il Piombino è tornato a fare la partita nei minuti finali.

Proprio nel recupero i nerazzurri avrebbero avuto la chance più ghiotta per vincere. Braschi, solo in area, è stato atterrato da Castagnoli. Il fallo c’era ed era netto, ma l’arbitro ha lasciato correre tra le proteste generali. Proteste che non si sono placate neanche al triplice fischio, con tifosi e giocatori che hanno continuato a lungo a lamentarsi per il rigore non dato. —

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di Redazione web