Gioco
Luca, Jacopo e Flavio I tre moschettieri dell’enduro con il gas sempre a manetta
Balestrini, Medici e Gorgoglione hanno dominato il campionato italiano Uisp «Questo sport ti aiuta a superare le difficoltà che si incontrano nella vita»
Mentre il motociclismo fuoristrada osserva il consueto periodo di riposo, gli atleti elbani dell’enduro approfittano per allenarsi con e senza moto sfruttando le condizioni climatiche favorevoli della nostra isola.
Intanto si preparano le strategie per la prossima stagione ed è anche tempo di bilanci, che per alcuni piloti sono particolarmente lusinghieri, come per Luca Balestrini, Jacopo Medici e Flavio Gorgoglione rispettivamente primo, secondo e terzo nel Campionato Uisp italiano enduro nella categoria 5p (125 due tempi e 250 4 tempi).
Luca e Jacopo si sono piazzati anche al primo e quinto posto del Campionato Toscano. L’approccio alle due ruote non è stato uguale per tutti. Flavio, 35 anni ci è arrivato dopo aver smesso di giocare a calcio: «Mi piaceva la moto – spiega – me la sono comprata e ho iniziato a frequentare alcuni piloti elbani, abbiamo iniziato ad allenarci e fare gare ed ora sono soddisfattissimo di questo risultato». Anche Iacopo, 27 anni, ha iniziato frequentando l’ambiente e i piloti, “Stecca” Danesi e Frassini in primis. «Le prime volte andando a correre il sabato e la domenica – racconta – ora è il secondo anno e siamo decisi ad andare avanti».
Luca è il più giovane dei tre. Ha 24 anni e fin da piccolo aveva questa passione. «Ma i miei genitori non mi volevano comprare la moto – ricorda – a 19 anni ho deciso che me la sarei comprata anche contro il loro volere e alla fine la passione ha avuto la meglio su tutto. Ho iniziato anche io a girare nel fine settimana e dopo un anno ho provato a fare le gare con emozioni uniche. Ho deciso di fare tutto il campionato e vedere i risultati, che poi sono arrivati».
Luca, Flavio e Jacopo sono iscritti al Motoclub Isola d’Elba ma corrono con i colori dell’Lp Moto Corse, di Pistoia, con cui sono egualmente tesserati da qualche anno. I tre centauri si allenano insieme, nel rispetto di tutti, scegliendo i luoghi in cui le moto non sono dannose. «Ci alleniamo nei circuiti dove è concesso – spiega Flavio – nelle strade che possiamo fare. Evitiamo le zone protette o sentieri battuti da animali, ciclisti, e camminatori».
Il fondo di sasso dell’Isola è la palestra migliore soprattutto per chi come Luca ama le prove in linea su cui si sente di dare il meglio «a livello personale per mettersi alla prova». Insomma uno sport ma per loro ormai anche uno stile di vita che portano avanti con volontà e determinazione. «Servono – spiegano i tre – perché lo sport è molto impegnativo a livello fisico, oltre che dispendioso per i ricambi della moto e per l’abbigliamento. L’importante è avere qualcuno da seguire, qualcuno che ti può insegnare. Allora tutto diventa più semplice».
«Il fuoristrada non è pericoloso – spiega Luca – ma come ogni sport ha il suo rischio, io le mie ossa rotte ce le ho già. Insegna molto anche a livello di carattere perché ti aiuta a superare le difficoltà che si incontrano nella vita quotidiana».
I risultati per Jacopo, Luca e Flavio, quindi sono arrivati ed ora sono decisi ad andare avanti e ad affrontare nuove sfide. In questi mesi invernali si allenano e si preparano alle gare del prossimo anno. «I prossimi impegni sono il campionato Italiano e il toscano». «Io – annuncia Luca – vorrei anche fare qualche assoluto italiano, per esperienza personale e per continuare a mettermi alla prova». —
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