Lutto
«Sappiamo come e dove lavorare Le partite vanno chiuse prima»
PIOMBINO. Il vicecoach Lorenzo Formica analizza la sconfitta del Basket Golfo a Palermo. «Siamo partiti lenti - dice - tant’è che a quattro minuti dalla fine del secondo quarto eravamo a 15 punti. Abbiamo continuato a fare qualche errore in difesa, ma il secondo quarto è finito 34-30; produzione offensiva e difensiva nella norma. Poi abbiamo giocato terzo quarto e metà dell’ultimo ad altissimo livello sia per qualità che per concentrazione. Nell’ultimo periodo però abbiamo totalmente abbassato l’attenzione e quando si sono fatti sotto abbiamo avuto troppe pressioni. Anche stavolta abbiamo avuto più di una volta la possibilità del tiro per impattare o vincere. Noi le partite le giochiamo tutte ma dobbiamo diminuire questa tendenza all’errore difensivo, che nei momenti finali ci condannano. Quanto a Palermo, la squadra di Giovanni Bassi è in gas. È una compagine che non muore mai, furba, istintiva, una squadra che ti mette grande pressione fisica. È evidente che se te non sei pronto sui 40’ minuti a scollarteli di dosso, loro ti puniscono. Vincono in ripresa da tre turni, sono in fiducia e di qualità. Una squadra ruvida e onesta».
Una squadra che merita quindi la quarta vittoria consecutiva ai danni di un Golfo che ora deve trovare la continuità sui 40 minuti per tornare a fare punti: «Si faceva volentieri a meno di perdere - aggiunge Formica - Ma è un campo dove può succedere anche questo. Abbiamo fatto vedere in quel break di saper rientrare e andare sopra, dobbiamo saperlo fare per 40 minuti. Abbiamo le capacità e la volontà e, da professionisti, dobbiamo lavorare per giocare con quell’impostazione lì per tutto l’arco della partita. Dobbiamo far credere agli altri che con noi non possono arrivare in fondo. Siamo arrivati a dimostrare di saper andare sul +12, dovevamo chiudere la partita». —
Daniele Perini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
