Il Tirreno

sport e mare  

Paolo e Susak, un amore che sta in piedi su una tavola

Francesca Lenzi
Paolo e Susak, un amore che sta in piedi su una tavola

Lui è di Piombino, lei di Barcellona: sono colleghi, fidanzati e fenomeni del Sup Agli ultimi mondiali disputati in Cina hanno ottenuto un primo e un secondo posto

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C’è uno sport che è pure un modo di essere, di vivere la vita all’aria aperta. Sospesi fra terra e aria, in equilibrio sull’acqua, tagliata da una pagaia mentre il respiro si confonde con il rumore del mare. Si chiama sup (acronimo di stand up paddle) ed è una variante del surf. Si sta in piedi su una tavola e, con un remo fra le mani, ci si sposta a pelo d’acqua anche per lunghe distanze. Una disciplina che sta pian piano facendosi largo tra gli appassionati, presente anche a Piombino. Qui, dal 2015, c’è un’associazione sportiva che si appoggia alla Lega Navale, pur restando indipendente. A gestirla sono Paolo Marconi e Susak Molinero, atleti professionisti, colleghi e fidanzati. E adesso anche campioni mondiali. Agli ultimi campionati in Cina (promossi dalla federazione canoa) hanno infatti ottenuto un primo e un secondo posto nelle rispettive categorie, che li proiettano entrambi fra i migliori del globo. Paolo, piombinese di 28 anni ha vinto la medaglia d’oro nei sup gonfiabili, all’esordio come categoria mondiale; Susak, spagnola, nata a Barcellona 31 anni fa, è arrivata invece seconda nella techinical race, la gara più tecnica della disciplina, quella – per intenderci – con tanto di passaggi sulla spiaggia. «Questo è il mio decimo anno di competizione nel sup – racconta Paolo Marconi che, dopo aver iniziato con il windsurf, è passato nel 2009 allo stand up paddle – Con Susak dividiamo tutto, la passione per questo sport, l’amore e anche la gestione del Sup Salivoli. Sono cresciuto nella Lega Navale ed è ancora parte integrante del mio cammino, ma dal 2015 abbiamo aperto l’associazione. Siamo un gruppo di persone che organizza eventi e fa promozione di questo sport, oltre a portare il nostro territorio quando facciamo gare. Perché è così – continua Paolo – Ci portiamo sempre dietro Salivoli, sia negli allenamenti che nei risultati che otteniamo. Anche Susak, pur essendo spagnola, ormai sente questo mare come suo. Ed è bello andare in giro e portarsi sempre dietro il posto da cui si proviene. È come portarsi dietro casa propria. Quanto al mondiale sono davvero contento di aver vinto in una categoria nuova. E sono soddisfatto anche dell’undicesimo posto nella gara dei 18 chilometri. Il prossimo impegno? L’ultima gara vera e propria della stagione sarà a Parigi, il 7 e l’8 dicembre. È una competizione di coppa del mondo. Ci sarà anche Susak che, però, gareggerà pure nel campionato del mondo di El Saldavor per un’altra federazione rispetto a quella dei mondiali in Cina».

«Sono contentissima – afferma Susak – Dopo due quarti posti nella long distance e nella sprint, è arrivato finalmente l’argento per la gara tecnica. Io e Paolo siamo sempre sulla tavola. Casa nostra è Salivoli, è il mare di Piombino, e ci manca quando siamo in giro per le gare. Questo specchio d’acqua è un gioiellino». «Il sup sta esplodendo in tutto il mondo, anche da noi – spiega Paolo – Anni fa ero l’unico a praticarlo e i pochi che pian piano si avvicinavano a questa disciplina li conoscevo tutti. Ora, invece, vedo in giro un sacco di tavole e non so di chi siano. Per noi che siamo istruttori, oltre che atleti, è importante trasmettere l’idea di uno sport che è pure un modo di andare per mare. Uno sport che può essere fatto a qualsiasi livello, e questa è la sua forza». —

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