Gioco
Il Piombino domina, segna ma al 95’ lascia due punti
A Gambassi nerazzurri avanti con Luci e padroni del campo per tutta la partita. Nel recupero la doccia fredda
GAMBASSI. Rammarico e delusione. Quando prendi un gol al 95’dopo una partita letteralmente dominata sia a livello di gioco che sotto l’aspetto delle occasioni da gol, non puoi che essere rammaricato e deluso.
A maggior ragione se la partita in questione è una di quelle che serve per fare il salto di qualità e rimanere agganciato alle primissime posizioni della classifica.
Il Piombino torna da Gambassi con un 1-1 amarissimo e la valigia piena di rimpianti. Certaldo e Cecina, infatti, hanno entrambe ottenuto i tre punti e si sono portate a quota 16, mettendo in scena la prima vera fuga dell’anno.
Al gol di Luci a inizio ripresa, però, i giallorossi hanno risposto con l’unico tiro del match all’ultimo minuto di recupero. Tiro dai 20 metri di Cresti e palla in rete per la più beffarda delle conclusioni.
Per colpa di questo pareggio i nerazzurri, pur rimanendo saldamente in terza posizione, sono dietro al due di testa di tre lunghezze restando a più 1 sul Monterotondo e più 2 sul terzetto composto da Audace Galluzzo, Armando Picchi e Urbino Taccola.
Ma andiamo con ordine e proviamo a riavvolgere il nastro del match, un match caratterizzato da un bel calcio che per buona parte dei 90 minuti ha visto l’Atletico Piombino padrone assoluto del campo. Con il Gambassi che ha pensato a difendere più che ad attaccare, il pallino del gioco è praticamente sempre stato degli ospiti che in varie occasioni hanno cercato di rendersi pericolosi, arrivando nella tre quarti avversaria diverse volte.
Non era facile, però, muoversi e trovare spazio nella folta difesa giallorossa e così nei primi 45 minuti il Piombino ha creato problemi al portiere di casa solamente in due circostanze, entrambe con Papa che anche ieri è stato tra i migliori in campo. L’attaccante nerazzurro prima ha calciato a colpo sicuro da buona posizione, spedendo la palla d’un soffio a lato del palo sinistro. Poi, poco dopo, ha aggiustato la mira e da dentro l’area ci ha riprovato, trovando la pronta risposta del portiere avversario che gli ha detto di no con un preciso intervento.
Il primo tempo, in pratica, si è chiuso lì e negli spogliatoi il mister ha caricato i suoi, spronandoli a continuare a crederci.
E infatti, tornati dall’intervallo, i ragazzi di Madau hanno continuato a premere il piede sull’acceleratore, attaccando gli spazi e tenendo alto il baricentro.
E così, alla prima chance, l’hanno messa dentro. Discesa sulla fascia sinistra di Mormina che è arrivato in fondo, ha alzato la testa e l’ha messa nel mezzo, all’altezza del secondo palo, dove nel frattempo stava arrivando Luci, che ha calciato in porta con tutta la forza che aveva.
Uno a zero e partita apparentemente in discesa. Il gol del vantaggio nerazzurro, infatti, ha stordito ancora di più i padroni di casa che a quel punto sono andati in confusione e non solo non sono riusciti a reagire, ma addirittura hanno anche compiuto alcuni errori in difesa.
Queste imprecisioni, però, il Piombino non è riuscito a sfruttarle e il punteggio è rimasto sullo 0-1 fino alla fine.
A sfiorare il raddoppio è stato Poggi, che si è liberato al limite dell’area di un difensore e ha lasciato partire un bel destro che però non ha avuto l’effetto sperato.
Vicino allo 0-2 anche Catarzi che ha fatto tutto bene ma poi ha tirato in maniera troppo debole.
Con tanti contropiedi in superiorità gestiti malissimo e calci d’angolo battuti a ripetizione, il Piombino è arrivato fino in fondo al match, pensando di aver portato a casa i 3 punti.
Ma proprio quando tutti erano con la testa già sul pullman del ritorno, è arrivata la doccia freddissima che ha gelato giocatori, mister e tifosi. Da un batti e ribatti al limite dell’area nerazzurra, la palla è arrivata sui piedi di Cresti che proprio all’ultimo dei 5 minuti di recupero ha lasciato partire un siluro sul quale il portiere dell’Atletico non ha potuto far niente. Uno a uno, palla al centro e partita finita. La trasferta di Gambassi non poteva finire peggio di così. —
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