Sicurezza
Gialloblù e nerazzurri, due sfide vinte con se stessi
Una domenica bestiale per la Piombino pallonara. Una domenica felice sia sul fronte del basket che su quello del calcio. Una domenica di sfide con se stessi.
La vittoria del Basket Golfo, seconda giornata del campionato di serie B e prima casalinga stagionale, non ha regalato particolari emozioni se non quella di rivedere la fantastica armata gialloblù al Palatenda. Trenta punti sono tanti, il 73-43 con cui la squadra di Andreazza ha steso Capo d’Orlando parla chiaro. Ma la vera partita da giocare era quella psicologica. Il Golfo aveva tutto da perdere: l’idea di doversi confermare dopo una stagione trionfale come quella passata, il necessario ambientamento dei nuovi e il confronto con quelli che non ci sono più, il fatto di aver perso la prima gara all’esordio proprio sul campo di Omegna. E poi il valore degli avversari siciliani, roster di tutto rispetto che al debutto avevano battuto Cecina. E infine l’incognita del capitano, Iardella, uno veramente troppo importante per questo gruppo. Insomma, ce n’erano eccome di motivi per temere (più di quanto si pensi) questo delicato debutto casalingo. Ecco, il Golfo ha vinto più di una partita. Ha dato subito un segnale di forza, se non di strapotere nel proprio fortino. Tutto come prima, insomma, c’è da lavorare ma c’è ancora da divertirsi.
Sul fronte calcistico, anche il Piombino ha vinto molto più di una partita e anche per i nerazzurri la sfida era più che altro mentale. Dopo la stecca nel derby di domenica scorsa, perso col Cecina al Magona, c’era il rischio del contraccolpo psicologico. Soprattutto tra i ragazzini dell’Atletico, squadra baby costruita attorno a una mezza dozzina di giocatori più esperti. Ma anche in questo caso a Montescudaio tutte le paure sono scomparse dopo soli due minuti. Tanto è bastato a Braschi per sbloccare la partita contro i Colli Marittimi. Aperta parentesi. Questo ragazzino è al suo terzo gol in cinque gare. L’anno scorso per vederlo in campo ci vollero trecento infortuni dei titolari, altrettante sconfitte e qualche “consiglio” da parte del Tirreno. Scrivemmo che forse era il caso di dare fiducia a qualche Juniores, perché questo fanno le società dilettantistiche: crescono i giocatori e portano in prima squadra i migliori. Qualcuno storse la bocca e altri dettero anche fiato, gonfiando il petto e andando diritti verso la retrocessione tra una supercazzola e l’altra. Braschi oggi è titolare e il cartellino lo timbra spesso. A volte fa irritare, a volte decide le partite. Chiusa parentesi.
Dopo l’1-0 è arrivato l’1-1 e in campo è cominciata la battaglia, quella vera. Un altro Piombino una partita del genere l’avrebbe persa. Questo Piombino, soffrendo, l’ha vinta. Anche grazie al 2-1 firmato da Luci, uno che ora deve fare solo una cosa: prendere in mano le chiavi di questa squadra. —
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