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I giovani talenti del rugby in raduno all’isola d’Elba

Antonella Danesi
I giovani talenti del rugby in raduno all’isola d’Elba

Tre giorni di allenamento, mare e relax per i ragazzi dell’Accademia di Prato Dopo le convocazioni di Cascello, Niculai e Mazzei si rafforza l’asse con lo Scoglio

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Mentre prende il via la preparazione dell’Elba Rugby per la stagione 2019/20, l’impianto di San Giovanni (Portoferraio) conferma la sua valenza di struttura polifunzionale ospitando il Centro federale di formazione permanente, con sede a Prato, che per l’occasione ha trasferito all’Elba tutto la staff operativo e i 28 giovani selezionati.

La presenza dei tecnici federali rappresenta un’opportunità di apprendimento e confronto anche per gli allenatori e gli atleti elbani, mentre la vocazione allo sport outdoor dell’isola ha costituito sicuramente un’attrattiva insolita e coinvolgente per tutta l’Accademia. Infatti i ragazzi, oltre alle consuete sessioni di allenamento in campo e palestra, hanno potuto cimentarsi con la vela, grazie agli istruttori del centro velico della Lega Navale, limitrofo agli impianti di rugby e nel pomeriggio di mercoledì hanno svolto trekking in miniera a Capoliveri.

Con grande soddisfazione l’accademia ha accolto l’invito dell’Elba Rugby, come spiega Paolo Grassi, responsabile tecnico del Centro di formazione e tecnico nazionale Under 17. «Il nostro rapporto con l’Elba Rugby è diventato sempre più stretto nel tempo – commenta – abbiamo avuto un riscontro in giocatori che si sono dimostrati propensi al lavoro e vicini al nostro sistema di allenamento. Negli anni sono stati Andrea Cascello, Ion Niculai e Pietro Mazzei».

Questo ha spinto a intensificare i rapporti con l’Elba e a sperimentare questa tre giorni “molto suggestiva”. «L’isola – prosegue Grassi – ha una realtà sociale e ambientale che stimola a vivere in maniera più serena l’esperienza sportiva ed è molto interessante anche l’impianto dell’Elba Rugby per poter svolgere le nostre attività che diversifichiamo molto».

Il centro di formazione copre la Toscana, le Marche, Emilia ed Umbria, ma la particolarità dell’Elba spicca tra tutte. «Offre situazioni ambientali per niente scontate nel territorio del centro Italia – commenta – Aver fatto tre giorni di raduno è un’esperienza interessante e proficua per noi e per l’Elba Rugby». Spunti ed opportunità che avranno sicuramente un futuro in altre occasioni dell’accademia all’Elba. «Qui ci sono giocatori interessanti – spiega Grassi – , quindi vuol dire che è importante anche il fattore ambientale. Il fatto che tre giocatori e in futuro secondo me anche altri siano arrivati dove sono è una cosa che arriva dalla società ma anche dal territorio».

Quindi gli scambi tra la società elbana e l’Accademia si annunciano sempre più intensi. «Queste presenze prestigiose e il successo delle iniziative come i summer camp estivi, maschile e femminile, il beach rugby nazionale, che vanno a sommarsi alle manifestazioni storiche come il Pesciolino, già in grado di movimentare grandi numeri fuori stagione, sono il punto di partenza per un nuovo ciclo che dal 2020 dovrà vedere l’Elba Rugby compiere un passo in avanti, sul piano sportivo, tecnico organizzativo e come struttura dirigenziale, indispensabili per un’ulteriore crescita – sostiene il presidente Gabriele Mazzei – le potenzialità e le attrattive dell’Elba, i successi sportivi e degli eventi, devono essere uno stimolo. Peraltro rimane ancora aperta l’ipotesi di una partecipazione dell’Elba al campionato di serie B 2019/20». —

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