La protesta
Fulmine a ciel sereno al Magona Si fermano le Brigate d’acciaio
Gli ultrà annunciano l’autosospensione con un comunicato su Facebook «Frequentare lo stadio non è più sinonimo di aggregazione e divertimento»
PIOMBINO. La squadra è al completo e ha iniziato da oltre una settimana la preparazione atletica. Il comitato #stadioxtutti sta moltiplicando gli sforzi per sostenere il Piombino. Un primo importante passo c’è stato giovedì scorso con la festa organizzata insieme a #iostoconvalte, il cui ricavato – diviso a metà fra i due gruppi – sarà destinato, per la parte nerazzurra, all’acquisto dell’attrezzatura per la stanza fisioterapica. Nonostante la retrocessione, la rinnovata “piombinesità” dell’organico e il ritrovato entusiasmo stanno facendo ben sperare per l’imminente nuova stagione. Nel contesto positivo, tuttavia, qualcosa arriva a turbare l’atmosfera. Come un fulmine a ciel sereno si ferma il tifo delle Brigate d’acciaio, gruppo degli ultrà, nato più di 5 anni fa dalla passione per il calcio nerazzurro, sostenuto e seguito con dedizione e costanza nel corso delle stagioni. «Dopo un’attenta riflessione tra i membri del direttivo abbiamo preso la decisione di autosospensione del gruppo a tempo indeterminato – si legge sulla pagina Facebook delle Brigate – Una decisione dolorosa e sofferta ma ormai da troppo tempo frequentare lo stadio non è più sinonimo di aggregazione e divertimento ma un continuo di discussioni e arrabbiature. Per questi motivi lo striscione delle Brigate non verrà esposto né coordineremo più il tifo in gradinata. Ogni membro del gruppo è comunque libero di andare allo stadio e sostenere come vuole i nostri amati colori; di certo non saremo contrari alla nascita di nuovi gruppi ultras che potrebbero anche garantire un ricambio generazionale che fino ad adesso non c'è mai stato». Buio sulle motivazioni della decisione. Le due persone del direttivo contattate, Gianni Baldasseroni e Federico Ruggiu, non hanno rilasciato dichiarazioni. —
Francesca Lenzi
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