Il Tirreno

Il calcio è anche donna In campo per sognare di fare un gol ai Mondiali

Francesca Lenzi
Il calcio è anche donna In campo per sognare di fare un gol ai Mondiali

Poche ma determinate le bambine che hanno raccolto l’invito del Piombino Una giornata al Magona con gli istruttori tra esercizi, palleggi e tanti sorrisi

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Un pallone che rotola nell’erba genera sempre un sorriso. Che il portatore sano di quel sorriso sia maschio o femmina conta molto poco. Perché lo sport va oltre i generi e unisce nella passione. Lo stiamo vedendo nei mondiali di calcio in Francia, dove le azzurre del ct Bertolini hanno conquistato i quarti battendo la Cina. Con buona pace di battutine e sarcasmo da parte di chi ci tiene a sminuire una disciplina ancora vittima di pregiudizi e non così diffusa come altrove. Come negli Stati Uniti, per fare un esempio, dov’è sport nazionale per il gentil sesso. A ogni modo, i mondiali francesi stanno facendo conoscere una realtà ben presente anche in un’Italia che si sta appassionando al gioco delle azzurre, unite e vincenti. E anche belle, come possono esserlo delle calciatrici mondiali che, tornando in hotel dopo il successo contro le cinesi, scendono dal pullman con il cellulare davanti al viso per riprendere i tifosi che le acclamano.

Il calcio è anche donna. Che se lo mettano in testa tutti, anche i più scettici. Nei volti delle nostre azzurre ci sono storie che vanno indietro nel tempo, rincorrendo un pallone sull’erba. Mercoledì sera il Piombino ha organizzato allo stadio Magona un’iniziativa per tutte le bambine interessate a provare. Se ne sono presentate cinque. Poche? Sì, ma è sempre un buon inizio. Insieme a loro, oltre ai tecnici Mirko e Mauro Serena, c’era anche Sofia Malvone, 16 anni e in forza all’Empoli, dopo aver cominciato da piccolina proprio nel Piombino. Nel gruppetto protagonista dell’iniziativa al Magona ci sono Aurora e Mia, 11 anni entrambe, che già praticano la ginnastica artistica. La più giovane è Anita appena 9 anni, accompagnata dalla mamma e dal fratellino. Alessia, piombinese di 10 anni, ha un talento innato, mentre Sara, 11 anni di Venturina, gioca già a pallone, da tre anni, proprio nel club biancoceleste. «Con i maschi – puntualizza – È una fatica sopportarli».

Maglia gialla, pantaloncini e scarpe adatte, le cinque piccole calciatrici ascoltano con attenzione i mister ed eseguono diligentemente gli esercizi: tocco di palla e slalom, saltelli e passaggi, e ovviamente tiri, prima della partitella finale. Tutte stanno seguendo i mondiali di calcio femminile e promettono di guardare anche la gara di domani con l’Olanda.

«Sarebbe bello riuscire a fare qualche squadra di bimbe – afferma Mirko Serena – Certamente non è facile trovare un numero adeguato. Anche alla prova non erano molte, ma è sempre un inizio. In passato abbiamo avuto qualche ragazza nel Piombino, come Sofia Malvone. Speriamo. Gli attuali mondiali di calcio in Francia possono portare entusiasmo e interesse attorno a questo sport, ma per ora credo che esistano difficoltà e pregiudizi culturali. Da altre parti non è così. Negli Stati Uniti, per dire, è il primo sport femminile». Intanto al Magona Sara, Anita, Alessia, Aurora e Mia, fra passaggi più o meno riusciti, gol fatti o mancati, si sono divertite. E quel pallone sull’erba ha portato, ancora una volta, bellissimi sorrisi. —

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