Gioco
Il Piombino chiama, gli ex rispondono Tornano anche i fratelli Gherardini
Luca in campo, Andrea in dirigenza: è lui il nuovo direttore sportivo scelto dalla società per ricostruire la squadra
Non c’è una via di mezzo quando si parla del Piombino calcio. O bene bene, o male male. Si passa dai giorni del silenzio e dello sconforto a quelli dei fuochi artificiali. Troppi, magari, quelli esplosi all’inizio della scorsa estate, quando si promettevano mari e monti e poi è finita come sappiamo, con la retrocessione dall’Eccellenza. Ora, tra nuove cordate che si affacciano e il rebus della gestione dello stadio, ecco alcune notizie dell’ultima ora che faranno sicuramente battere il cuore ai tifosi.
Il nuovo direttore sportivo è Andrea Gherardini, capitano di lungo corso, sangue nerazzurro, che ha concluso la carriera da calciatore a San Vincenzo. Doveva giocare un’altra stagione in amaranto, ma poi è arrivata la chiamata da Casa Madre. «È venuto Manuel e non ci ho pensato un istante». Cioè Manuel Madau, l’allenatore fortemente voluto dal presidente Massimiliano Spagnesi per il prossimo campionato di Promozione. A sua volta Madau ha indicato Gherardini come la persona giusta per ricostruire la squadra. E non solo.
Trentasei anni, cresciuto nelle giovanili del Piombino e poi del Grosseto, tutte le categorie dalla serie D in giù con le maglie di Larcianese, Venturina, Cecina, Riotorto, Ribolla, San Vincenzo e, appunto, Piombino, Andrea Gherardini chiude un cerchio e ne apre un altro, debuttando con questo nuovo ruolo da diesse. Zero esperienza, ovviamente, ma grande conoscenza dell’ambiente calcio, del territorio e della testa dei giocatori. E ottimi rapporti con tutte le società del comprensorio: anche questo è un valore aggiunto.
Con lui torna in nerazzurro il fratello Luca Gherardini, l’ex capitano che la scorsa estate disse no all’allora direttore sportivo Alessio Ferroni e preferì scendere di categoria accasandosi a Venturina. Di “Bombetta” c’è poco da aggiungere, i tifosi del Magona lo hanno rimpianto per tutto l’anno.
Già avviate le trattative per far tornare in nerazzurro Alberto Papa (Venturina), Tommaso Poggi (San Vincenzo), Giovanni Barozzi (Cecina), il portiere Biagio Favilli e per confermare il fuoriquota Alessio Rossi, già tra i pali nell’ultima parte dello scorso campionato.
Il primo impegno però è quello di trattenere gli altri giocatori già in forza all’Atletico; il difensore Simone Cecchini (che, deluso, era sul punto di smettere); le due colonne, i gemelli Tommaso Rocchiccioli e Iacopo Rocchiccioli; e poi Vincenzo Quarta, Kevyn Catalano, il giovane attaccante Tommaso Braschi. Ma anche Simone Zaccaria e Samuele Buselli (ora fermo dopo l’operazione al crociato). Sono stati presi contatti anche con altri giocatori, anche con altri ex.
Si lavora poi per confermare il preparatore atletico, Livio Mattanini, «che per noi è già un punto fermo» dice Madau.
E poi, aggiunge Andrea Gherardini, «vogliamo puntare sui ragazzi della Juniores che avevano già fatto qualche presenza in prima squadra ma abbiamo in lista anche gli altri, anche alcuni 2002 che quest’anno erano negli Allievi regionali e ora sono passati negli Juniores. In prima squadra c’è posto per tutti e c’è una maglia da conquistare per tutti. E sottolineo il “da conquistare”. C’è bisogno di ritrovare unità, entusiasmo, senso di squadra, voglia. Abbiamo già organizzato gli allenamenti in funzione delle varie esigenze, compresi gli Juniores che dovranno vivere insieme alla prima squadra. È il nostro serbatoio, ci sono ragazzi interessanti che potranno e dovranno respirare l’aria della Promozione e giocarsi le loro carte. Non una volta sola, c’è tutto un campionato davanti. Che campionato sarà? Di ricostruzione, di ripartenza. Qui davvero c’è bisogno di ritrovare il senso di appartenenza, la gioia di giocare a pallone ma anche il rispetto delle regole. In questo senso abbiamo le idee chiare, io ho le idee chiare. Non c’è bisogno di cercare giocatori dalla serie D e non è solo questione di soldi. Abbiamo tanti buoni calciatori in zona, dobbiamo ricominciare a collaborare tra società vicine. E anche da questo punto di vista mi sento molto tranquillo. E poi, ripeto, bisogna puntare sul nostro vivaio, la vera forza del Piombino. Sono molto fiducioso. E carico». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
