Gioco
Il Piombino resta un’incognita Spagnesi prende tempo
Il presidente continua a portare avanti la trattativa con i nuovi imprenditori «Sto riflettendo. Tutto ha un prezzo, però ci vuole un progetto credibile»
È trascorso quasi un mese dalla fine del campionato che ha visto la retrocessione del Piombino in Promozione dopo cinque stagioni consecutive in Eccellenza. Già dal giorno successivo, messa via la delusione per l’annata fallimentare, la società è ripartita per pensare al prossimo campionato. A parlare fu il presidente Massimiliano Spagnesi: «Dobbiamo fare tesoro degli errori commessi in questa stagione – disse al Tirreno – Analizzare la gestione fatta e trovare nuovi impulsi per il prossimo anno». Nella stessa occasione annunciò il futuro mister della prima squadra, Manuel Madau, e il nuovo organigramma del settore giovanile: Luca Bruni responsabile del settore, Luca Barchi direttore sportivo, Mirko Serena direttore tecnico. Nessuno al momento rilascia dichiarazioni, in attesa di vedere la parola fine sulla trattativa fra Spagnesi e la cordata di imprenditori, capitanata da Massimo Gherardi e Claudio Mazzola. Trattativa che pare essere ancora in piedi: «C’è stato un incontro nel quale il portavoce Gherardi ha formalizzato la proposta – spiega Spagnesi – Mi sono preso qualche giorno per riflettere». Si parla di un’offerta di 80mila euro. «Non voglio parlare di cifre – risponde il patron nerazzurro – Mi sono preso l’impegno di incontrare nuovamente Gherardi per comunicargli la mia decisione, che potrà essere affermativa, negativa, o consistere in una controproposta. A ogni modo il Piombino va avanti e si sta lavorando per la prossima stagione. Sia Madau, che ho sentito questa mattina (ieri, ndr) con l’idea di vedersi nei prossimi giorni per fare il punto della situazione, che lo staff del settore giovanile, hanno avuto da me una traccia sulla quale lavorare, e lo stanno facendo. Questo al di là della trattativa».
Intanto svanisce per il ruolo di direttore sportivo l’ipotesi Alberto Lazzerini, che dovrebbe accasarsi a Rosignano. «Non so da dove fosse uscito fuori il nome di Lazzerini – replica Spagnesi – Era una delle tante fantasie, uno dei tanti nomi. Io però non ho mai parlato con lui». Pure sulla squadra ci sono poche certezze, anche se la linea sembra chiara: «Si riparte dai piombinesi che ci sono – afferma il presidente del Piombino – Credo e spero che la categoria inferiore non porti alla partenza di qualcuno. Qualche ritorno? Mah, vediamo».
Tutto o quasi da fare insomma per il club nerazzurro che giocherà nella prossima stagione il campionato di Promozione. Provare a capire le reali intenzioni di Spagnesi è roba da analgesico. Resta sul vago e non si sbilancia. Si potrebbe persino pensare che prenda tempo prima di dare il benservito alla cordata di imprenditori che si è fatta avanti nelle ultime settimane. In realtà, sentendolo parlare subito dopo la fine del campionato, ma ancora oggi, si ha l’impressione che non sia così stanco di guidare il Piombino, e che potrebbe continuare a capo dei nerazzurri. «Sono a disposizione di chi si fa avanti, interessandosi al Piombino – ripete Spagnesi – Se la cordata dovesse offrire quanto io ritengo opportuno per il lavoro fatto negli anni posso valutare la cosa. Tutto ha un prezzo, però ci vuole un progetto credibile. Per ora ho lasciato aperte le opportunità, e porrò le mie condizioni». —
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