Gioco
Piombino, dai proclami alla retrocessione diretta «Ci siamo svegliati tardi»
Mirko Serena commenta la stagione dei nerazzurri e la propria esperienza «Ringrazio chi ha dato tutto. Ho questa maglia nel cuore e sono ancora qui»
È finita con la retrocessione per il Piombino. Il prossimo anno i nerazzurri ripartiranno dalla Promozione, nonostante la vittoria all’ultima giornata sul campo del Vorno. A contare, nell’economia nel finale di campionato, sono state allo stesso modo le vittorie del Camaiore (sul Montecatini) e del Ponte Buggianese (contro la Pro Livorno). Alla fine degli ultimi 90 minuti della stagione, con questi risultati, il Piombino chiude al penultimo posto (davanti soltanto al Cecina), dietro al Ponte e a 11 punti di distanza dal Camaiore quint’ultimo. 11 punti che, secondo la forbice, condannano appunto i piombinesi alla retrocessione.
Dopo cinque anni i nerazzurri lasciano l’Eccellenza faticosamente e meritatamente ottenuta con la guida di Tiziano Di Tonno. E la lascia al termine di un’annata difficile, faticosa, piena di problemi e cambi, sia in panchina che in squadra. Un’annata partita in pompa magna, con grandi slogan e alte aspettative, complice anche il progetto del nuovo direttore sportivo Ferroni, e che ora si conclude nel peggiore dei modi. Dopo Riitano, e poi Fratini, è stata la volta di Mirko Serena come tecnico della prima squadra. Una scelta interna che ha individuato nell’ex giocatore, e poi allenatore del settore giovanile, la figura del traghettatore per la seconda metà della stagione sino alla fine del campionato. Serena ha preso in mano la squadra nei primi giorni di dicembre, subito prima della partita contro il Grosseto. Nonostante l’impegno e un atteggiamento più maturo, la squadra ha continuato a inanellare risultati negativi, perdendo di fatto tutti o quasi gli scontri diretti che contavano. Il punto più basso probabilmente si è toccato con la sconfitta nel derby con il Cecina, ma i nerazzurri hanno fallito altri match importanti, come quello con il Camaiore (in casa il 10 marzo), e in ultima battuta con il Ponte Buggianese, il 7 aprile.
«Domenica abbiamo vinto, ma non è servito a nulla – il commento deluso di Serena – Purtroppo era prevedibile pensando agli altri possibili risultati, ma noi volevamo fare il nostro. E l’abbiamo fatto. Ci siamo forse svegliati un po’ tardi e alla fine è andata come doveva, anche se l’unica partita che abbiamo sbagliato in totale, anche come atteggiamento, è stata quella contro il Cecina. Per il resto, almeno da quando avevo preso in mano io la squadra, le prestazioni ci sono sempre state. Probabilmente ci sono mancati i punti della gara con Montecatini, che avremmo meritato. È andata così, c’è poco da fare, c’è soltanto da ripartire. Voglio ringraziare questi ragazzi, il gruppo che è rimasto sino alla fine e ha dato tutto per la maglia, sia durante la settimana che la domenica in campo. Anche domenica lo ha fatto, purtroppo non è bastato. Personalmente è stata un’esperienza difficile e oggi dispiace perché, come ho sempre detto, ho il Piombino nel mio cuore. Ci sono cresciuto e sono ancora qui. D’altra parte le retrocessioni, come le vittorie, fanno parte dello sport, e non vanno considerate una tragedia». —
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