Sicurezza
Teste basse nello stadio vestito a festa
Al di là di come andrà il 28 aprile, la partita contro il Ponte Buggianese ha rappresentato con ogni probabilità l’ultima gara in casa del Piombino che, dovesse anche rientrare miracolosamente nei playout, senza dubbio non potrebbe contare sul fatto campo. Per l’ultimo match casalingo della stagione e forse dell’Eccellenza, almeno nel futuro immediato della società nerazzurra, il Magona si era vestito a festa. Qualche spettatore in più arrivato a sostenere la squadra, colore e tifo. Il nero e il blu, impressi nelle bandiere, nelle sciarpe, nei palloncini tirati fuori prima della partita, per salutare l’ingresso in campo delle due formazioni. Palloncini neri e azzurri lanciati in area e poi fatti scoppiare dai tifosi più giovani, insieme a quelli più grandi, tutti uniti per gridare «Alè, Piombino, alè». Anche domenica però è stata l’ennesima occasione mancata di una squadra che quest’anno ha fatto sorridere molto poco i propri sostenitori. Fra cori e critiche, entusiasmo e confronti anche duri, più di una volta i giocatori hanno chiuso una partita con lo sguardo basso e la delusione addosso. È accaduto anche domenica, alla fine del match che ha calato il sipario sul vecchio glorioso Magona. —
F.L.
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