Il Tirreno

Non è stata una squadra all’altezza dell’Eccellenza

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Coltivare ancora la speranza non è più da ottimisti, è da illusi. Per disputare i playout (che poi andrebbero vinti), si dovrebbero verificare vere e proprie congiunzioni astrali. E il Piombino dovrebbe comunque andare a vincere a Vorno. Con quali velleità non si sa, visto che anche ieri i nerazzurri hanno mancato l’ultima occasione. Con il Ponte Buggianese si sono fermati sullo 0-0, che poi è anche il risultato più giusto visto che per vincere bisogna fare gol e per fare gol bisogna tirare. Ieri il Piombino non ha scoccato un tiro nello specchio della porta pontigiana. Solo lanci lunghi e speriamo in bene, con tutti i palloni spazzolati di testa dai lungagnoni in casacca biancorossa. Novanta minuti di lanci dalla trequarti.

Peccato. Peccato per le Brigate d’acciaio e tutti quei tifosi che ieri hanno provato a riaccendere il Magona con cori, bandiere, sciarpe, striscioni, palloncini, fumogeni, tamburi e megafoni. Peccato perché dopo cinque anni (di cui quattro vissuti a testa altissima) il Piombino si avvia a perdere una categoria, l’Eccellenza, che non doveva essere persa.

Le scelte sbagliate dell’estate purtroppo hanno prodotto i loro effetti e ora siamo ai titoli di coda. Tanto impegno, quello sì, ma anche tanta confusione. Anche i timidi segnali di risveglio sono arrivati tardi, troppo tardi. Sì, bellissima la vittoria esterna con la Cuoiopelli. Ma assurda la sconfitta col baby Cecina, poca cosa l’1-1 al Magona col San Marco, pessimo lo 0-2 col Camaiore, incredibile l’1-0 beccato allo scadere a Montecatini. E prima ancora lo 0-1 col Fucecchio, il 3-1 preso a San Miniato, lo 0-4 col Grosseto e lo 0-3 con la Pro Livorno… Tante le sconfitte al Magona, troppe anche per il vecchio stadio.

Diciamolo senza girarci attorno: questa squadra non è stata all’altezza dell’Eccellenza. Vecchi e nuovi giocatori. L’assortimento non ha funzionato, le spaccature nello spogliatoio non hanno agevolato, i discorsi a vanvera dei dirigenti a inizio campionato da irritanti sono diventati imbarazzanti.

E attenzione, la Promozione non è una passeggiata. Basta chiedere al Venturina, che la sta perdendo dopo averla riconquistata dopo dieci anni. Abbiamo le due società di calcio più importanti del comprensorio sul punto di retrocedere. Non è una bella notizia. Ma le situazioni sono diverse. Il Venturina da anni ha scommesso sui giovani e su una prima squadra a costo zero, formata da giocatori del posto (molti sono piombinesi). Alle spalle, la società biancoceleste ha un vivaio su cui contare e le forze – anche economiche, anche mentali – per continuare a crescere. E se sarà retrocessione, il prossimo anno ci riproveranno a risalire.

Il Piombino quest’anno aveva cambiato politica. I fatti non hanno dato ragione a questo nuovo corso. C’è il tempo per ricominciare. Ma non va più sprecato. —

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