Sicurezza
Golfo sconfitto ma coccolato dal suo coach
Andreazza: «È un onore e un orgoglio allenare questi ragazzi. Arbitri scarsi, peccato. Stiamo facendo molto bene»
PIOMBINO. Per quanto si possa essere amareggiati dal finale, dal non poter contare una fantasmagorica quattordicesima vittoria consecutiva in casa, dal big match Golfo-Omegna rimane la convinzione di aver assistito a una sfida epica per la città e l’ambiente del basket. Omegna a Piombino contro il gruppo di Andreazza ci ha già perso lo scorso anno, ma in questa stagione aver assistito a uno scontro del genere è motivo di vanto per tutti i tifosi del Palatenda. Come al solito la coppia di telecronisti formata da Quiriconi e Garzelli ha saputo raccontare con classe e trasporto un match emozionante, in cui nessuna delle due squadre ha saputo uccidere il confronto e dove sono stati gli episodi finali a decidere il risultato (82-84).
«Gli episodi, più del caso - dice Andreazza - Ci sono persone in carne e ossa dietro al finale e il caso sminuisce il lavoro di tutti o gli errori di qualcuno. Se vogliamo parlare di episodi, e ci sta, credo che l’unico vero grave episodio che ha condizionato la partita sia il fallo in attacco fischiato a Iardella. Se nessuno fischia un fallo in attacco io non prendo tecnico e Balanzoni non ci sorprende segnando la tripla. Dico sorprende perché era a 1 su 8 da 3punti in tutto il campionato, con un tiro tentato ogni tre match, non segnato. Ecco, quello è l’unico vero episodio. Una decisione di due arbitri scarsi, che non hanno capito che tipo di partita fosse e hanno deciso di arbitrare come i vigili urbani, senza voler comprendere il gioco come chiede la direzione nazionale. Rispetto allo sforzo profuso dalle due squadre, all’ambiente e alla partita, è un peccato. Però ci sta».
Ed è così soddisfatto di ciò che ha visto in campo, Andreazza, che continua a lodare i suoi: «La risposta l’hanno già data in campo, poi si può vincere e perdere. Se la squadra gioca così, con questa testa, è un onore e un orgoglio poter allenare questi ragazzi qua. Ne abbiamo fatti di errori, ma questo trasporto e questo impegno cancellano tante inesattezze e fanno capire quanto stiamo facendo bene. L’avrei persa più volentieri di 20 per l’orgoglio, ma il basket è questo».
Tornando alla telecronaca, i due commentatori gialloblù hanno chiuso con questa frase: «Scene che non vorremmo mai vedere». Perché mentre la squadra di Omegna usciva dal campo alcuni tifosi piombinesi si scagliavano sul protagonista assoluto del match, l’mvp della serata Alessandro Grande autore di 32 meravigliosi punti, 9 dei quali nell’overtime. Grande a fine partita ha raggiunto Andreazza per complimentarsi e, fin lì, senza provocazioni: «È stato assolutamente leale - dice il coach - io stavo uscendo e mi sono sentito chiamare da dietro. Mi sono girato e ho ricambiato i complimenti. Poi sono andato via e non mi sono accorto di niente». Ed è proprio in questo momento che il mattatore della gara sembra aver sbeffeggiato il pubblico di casa che gli ha rovesciato contro un po’ di frustrazione sportiva, obbligando anche il servizio d’ordine a chiudere con forza il contatto con la squadra ospite al rientro negli spogliatoi.
Capitolo chiuso. Resta il ricordo della serata in cui Piombino prima in classifica sfidava la vera forza del campionato con con le unghie e con i denti. Dall’ex Fratto (22 punti) che viaggia ancora con le sue doppie-doppie e insieme al suo compagno di reparto, Persico (24 punti) dimostrano la forza del pitturato piombinese, a tutti gli esterni come Iardella, Mazzantini e Pedroni. Passando anche per chi, marcato e asfissiato in fase offensiva, si è “limitato” a una difesa da campione contro il miglior play del campionato, come Bianchi ha saputo fare. Piombino, pur perdendo, ha continuato a scrivere la storia di una stagione fantastica. —
Daniele Perini
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