Il Tirreno

Il Piombino prende tutti gli applausi ma se finisse ora sarebbe retrocesso

Francesca Lenzi
Il Piombino prende tutti gli applausi ma se finisse ora sarebbe retrocesso

Serena: «Grande prestazione a Montecatini, poi la beffa Ora però non ci sono storie, bisogna battere il Camaiore»

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Il Piombino ha giocato bene a Montecatini. Ha giocato e creato. Ha rischiato anche di vincere, con un rigore nei minuti finali della partita. Alla fine, però, ha perso, come nel più crudele – calcisticamente parlando – dei destini. Dagli undici metri Bigazzi si è fatto ipnotizzare dal portiere avversario che, sul rilancio, ha trovato l’assist vincente per Falivena. Resta ai nerazzurri una prestazione convincente, contro un avversario di valore, attualmente terzo in classifica. Non era scontato alla vigilia, soprattutto dopo una stagione travagliata e condizionata dai dall’avvicendarsi degli allenatori e da un gioco corale che è venuto spesso e volentieri a mancare.

Resta quindi la soddisfazione della prestazione, e i complimenti degli avversari. Non sono arrivate però le cose che, a oggi, contano davvero, cioè i punti e una classifica migliore. Classifica che, al contrario, peggiora di domenica in domenica. Per capirsi, se sette giorni fa eravamo qui a parlare di pericolo retrocessione diretta, con la forbice tra penultima (Piombino, appunto), quint’ultima (Camaiore) ferma a 9 punti, oggi parliamo di argine superato, con un distacco fra le due di 10 punti, in virtù della sconfitta del Piombino e del contemporaneo pareggio del Camaiore con il Cenaia (quart’ultima). Per farla breve, finisse oggi il campionato, il Piombino sarebbe retrocesso direttamente insieme al Cecina, senza neppure la roulette dei playout.

In tal senso, diventa fondamentale lo scontro diretto di domenica prossima, al Magona, proprio contro il Camaiore. I nerazzurri devono obbligatoriamente vincere. Perdere, finendo a 13 punti dai lucchesi, significherebbe condannarsi alla retrocessione. Anche il pareggio però avrebbe poco senso, lasciando inalterate le distanze. Senza dimenticare la giornata successiva, il 17 marzo, con la trasferta a Cecina. I rossoblù sono ultimi, è vero, ma perdono ogni settimana di misura, e soprattutto sono giovani e per definizione sorprendenti. Insomma, neppure quel match potrà essere considerato facile, per di più da una squadra come il Piombino costruita a inizio stagione per fare faville, e invece precipitata nei bassifondi di una classifica che fa male a guardarla.

È andato tutto storto a Montecatini. La bella prestazione della squadra avrebbe potuto concludersi con un successo esterno preziosissimo e un ritorno a -7 dal Camaiore. L’errore dagli undici metri di Bigazzi, con beffa finale, ha invece ricacciato indietro entusiasmo e, non solo.

«Anche prima del rigore, avevamo creato almeno due palle gol pulite – afferma l’allenatore nerazzurro, Mirko Serena – ma entrambe le abbiamo calciate addosso al portiere. Poi si prende gol all’88’ e vuol dire che eravamo nell’altra metà campo a giocarcela. Gli episodi purtroppo sono questi, e non riusciamo a portarli dalla nostra parte e renderli positivi. Ai ragazzi posso soltanto fare i complimenti. Hanno dato tutto e fatto una grande prestazione, nonostante il risultato. Che dire? Solo di continuare a lavorare come abbiamo fatto nelle ultime settimane. Se la prestazione a Montecatini è stata positiva è perché abbiamo lavorato bene. Purtroppo adesso i punti di distacco dal Camaiore sono 10 e le chance si riducono. L’unica è puntare subito alla partita di domenica, nella quale dobbiamo vincere, inutile girarci intorno. Prestazione o meno, con le buone o con le cattive, servono punti. Lavoriamo perciò bene anche in questi giorni, perché se vogliamo rientrare nei playout occorre in ogni modo una vittoria». —

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