Il Tirreno

calcio eccellenza 

Serena e la crisi del Piombino «È mancata la reazione ed è questo che preoccupa»

Francesca Lenzi
Serena e la crisi del Piombino «È mancata la reazione ed è questo che preoccupa»

L’allenatore nerazzurro dice che si aspettava almeno la motivazione, lo stimolo «Perdere con il Grosseto ci stava, ma non con questo tipo di atteggiamento»

2 MINUTI DI LETTURA







Non si schiarisce il cielo sopra il Magona neppure il giorno dopo il derby con il Grosseto. Anzi, se possibile, l’umore è persino peggio perché alla delusione per la sconfitta adesso segue tutta la preoccupazione per una squadra che è apparsa fragile, sotto ogni aspetto, e incapace di impensierire anche solo lontanamente i cugini biancorossi. Lo 0-4 rimediato è l’esatto riflesso di quanto visto in campo, con il Grifone ad amministrare senza problemi una gara a senso unico. Se il team di mister Magrini ha fatto il suo, allungando sul Fucecchio (fermato sul pareggio dal Montignoso), per il Piombino è sempre più crisi. I nerazzurri hanno la fortuna di giocare nello stesso girone di un Cecina persino più in difficoltà, letteralmente smantellato a dicembre e portato avanti dal settore giovanile. Rischia però di non bastare per la salvezza. I playout sembrano ormai cosa certa per puntare al mantenimento della categoria. Sarà importante, tuttavia, arrivarci nella miglior posizione possibile. E poi vanno giocati, ma il Piombino di questo periodo siamo sicuri che vincerebbe la sfida?

Occorre lavorare. Su ogni aspetto, ma prima di tutto sulla testa perché le ultime gare dei nerazzurri, l’approccio all’incontro, la poca intensità in campo difficilmente si spiegano in altro modo. «Sinceramente i ragazzi, almeno nel pre-gara, mi erano sembrati molto decisi – afferma mister Mirko Serena – C’è da dire che la partenza non è stata in salita, di più. Dopo il 2-0 del Grosseto una piccola reazione c’è stata, ma non quella che ci si aspettava. Nella ripresa invece nulla, non abbiamo proprio reagito. E la cosa preoccupante è questa, più del risultato. Con il Grosseto infatti ci poteva anche stare di perdere. Ma non così. Mi sarebbe piaciuto vedere una reazione in campo. Per qualcuno c’è stata, ma per la maggior parte no. Ripeto, questo è l’aspetto più preoccupante. Bisogna lavorare sulla mentalità che, in situazioni come queste, è la cosa più importante. La testa conta tantissimo, anche in prospettiva playout, ma facendo così è dura, inutile girarci intorno. In una settimana non poteva cambiare chissà che cosa. Neppure in due o tre, ma almeno avrei voluto vedere lo stimolo, la motivazione. Dovevano esserci, e invece non ci sono stati. Dobbiamo lavorare su questo, anche se non è facile, e il tempo poco».

E domenica altra partita difficile, sul campo del San Miniato, al momento sesto in classifica a 31 punti, insieme alla Cuoiopelli. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web