Il Tirreno

basket golfo, l’intervista 

Capitan Iardella, il beniamino dei tifosi ha trovato a Piombino la sua nuova casa

Daniele Perini
Capitan Iardella, il beniamino dei tifosi ha trovato a Piombino la sua nuova casa

Dalle giovanili del Don Bosco alla chiamata di Biancani E in gialloblù Alessio migliora stagione dopo stagione

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Alessio Iardella è il capitano di una squadra che in questa stagione sta collezionando una grande serie di risultati e che adesso, a dieci partite dal termine della regular season, svetta in seconda posizione nel girone A della serie B italiana di basket. Anche lui ha voluto ripercorrere il suo percorso e la sua formazione, in questa serie di interviste ai protagonisti della grande annata gialloblù. «Non ho una tradizione familiare cestistica, ho iniziato a praticare uno sport a sei anni perché in casa ero un terremoto», racconta di sé Iardella a proposito dell’approccio al mondo della palla a spicchi, buttandola come sempre sulla simpatia.

Nel crescere però quello sport lo fa innamorare e riesce subito a mettersi in luce con le giovanili del Don Bosco. Arriva dunque il contatto con Castel Fiorentino, in B2, e cosa accade a quel punto della sua vita? «Mi chiamò Castel Fiorentino, ma io non immaginavo il mondo del professionismo e mi ritrovai in una realtà più grande di me. Anche grazie a Maurizio Vortici, ormai un amico di famiglia ma all’epoca mio presidente al Don Bosco, che mi lasciò partire. Il primo anno che mi trasferii lì fu per finire le superiori, e fu come trovare una prima Piombino per il calore e il legame che si instaurò con persone come – ricorda commosso – il presidente Nedo Betti. Faccio di buon grado infatti un in bocca al lupo a Paolo Betti, suo figlio ed allenatore della prima squadra. Lì trovai un gruppo fantastico con la B2, dei ragazzi ed una squadra che hanno segnato molto la mia crescita come Andrea Zerini, adesso nella Brescia di serie A, Zani, Ragionieri, Puccioni e Cempini».

Ancora molto giovane, a 22 anni, c’è un altro passaggio in una buonissima piazza come Sant’Antimo in provincia di Napoli, nell’allora serie A Dilettanti, l’attuale B. «Un’altra annata che ricordo con piacere, lì mi sono divertito tantissimo e ho avuto modo di apprendere il professionismo di giocatori come Cantone, Calabria e Gagliardo, ora ad Omegna. Fu un anno splendido, raggiungemmo le semifinali playoff, e fui inserito nel quintetto dei migliori under del campionato».

A Sant’Antimo rimane il dubbio del grande salto in A2 e c’è il passaggio a Fabriano, dove dice di non essersi trovato al meglio con la dirigenza, troppo acerba per la categoria. Dunque il ritorno verso Don Bosco e la chiamata di Biancani l’anno successivo per sponsorizzare l’opzione Piombino. Una piazza che da 5 anni lo ha scelto come beniamino.

«Ero venuto a conoscenza di Piombino e del fatto che fosse una piazza ambiziosa e seria. Venivano da un campionato vinto e dall’entusiasmo, ma dimostravano di voler procedere per gradi e coscienziosamente. Dopo la chiacchierata con Biancani - grande ex gialloblù, da tre stagioni a Cecina - il mio procuratore si accordò con il diesse Cecchetti che mi spiegò il progetto e mi convinse. La scelta si è rivelata grandiosa e la società, con cui ho grande rapporto, in questi anni ha avuto la dote di saper aspettare e non correre nel porsi obiettivi troppo grandi. Un definitivo salto poi c’è da riconoscerlo anche ad Andreazza e al suo staff, che hanno fatto fare a Piombino il salto di qualità nella gestione delle competenze dello staff. Nel crescendo, Piombino sta diventando una piazza importante ed ambita in categoria. Quest’anno poi, stiamo facendo grandi risultati e ora cercheremo di impegnarci al massimo per provare a continuare nella nostra bella stagione».

Insieme al gruppo, anche Iardella giocatore ha trovato il proprio sviluppo. Rimanendo sempre una punta di diamante per ogni annata. A livello personale il percorso è stato in crescendo. «Un periodo fantastico, ogni anno ho assunto più consapevolezza, fiducia ed esperienza. Anche per quanto mi riguarda, non nascondo che la mia evoluzione definitiva l’ho trovata con coach Andreazza, che da subito ha dimostrato di credere in me. Lima i miei difetti per far sì che ogni domenica possa dare il massimo. Per la mi definitiva crescita aver trovato lui è stato perfetto».

Per Iardella Piombino è diventata la sua nuova casa. «A Piombino è dove sto tutta la settimana, fra allenamenti, lo studio per gli ultimi esami di scienze motorie e l’esperienza in palestra da preparatore atletico dell’under 18 di Bagnoli e Persico. A Livorno torno il lunedì e mi piace andare a bere un caffè sul mare con gli amici o preparare una cena con Francesca, la mia ragazza, in quella che dall’anno scorso è la nostra nuova casa». —

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di Redazione web