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Piombino in crisi, Fratini si affida allo zoccolo duro Ma c’è lui sulla graticola

Francesca Lenzi
Piombino in crisi, Fratini si affida allo zoccolo duro Ma c’è lui sulla graticola

Ieri lunga riunione tra il diesse e il presidente, per ora nessuna decisione Il mister: «Manca un leader che dia la scossa, tutto diventa complicato»

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Nel fango del Magona il Piombino ha rimediato la dodicesima sconfitta della stagione. La seconda consecutiva dopo Castelfiorentino. E la classifica resta ferma. Esattamente a 16 punti, per un penultimo posto che fortuna vuole il Cecina messo peggio di noi. L’annata difficile dei rossoblù, però, almeno un senso ce l’ha. E va nell’ottica del risparmio e di un gruppo basato sulle giovanili. A Piombino invece si è fatta una squadra per vincere. Queste almeno le ambizioni del diesse Alessio Ferroni, arrivato in viale Regina Margherita la scorsa estate. Quella squadra, largamente rinnovata, è stata poi stravolta in corso d’opera, con partenze e nuovi arrivi. Cambio anche sulla panchina con Riccardo Fratini al posto di Nicola Riitano. Ma la zuppa è rimasta la stessa e le difficoltà moltiplicate.

Nelle prime giornate del girone di ritorno i nerazzurri sono confinati in fondo alla classifica, fra Cecina e Cenaia (18 punti), in pieni playout. Ormai l’obiettivo della società è la salvezza, ma occorre impegnarsi anche per quella. Per arrivarci nella miglior posizione e con più punti possibili. Domenica contro la Pro Livorno è andato in scena un altro capitolo dello psicodramma calcistico piombinese. Nel primo tempo i labronici volavano sul fango del Magona, correndo il doppio – se non il triplo – dei rivali. Un pochino meglio nella ripresa, ma sempre troppo poco. E domenica prossima arriva il Grosseto, capolista del girone, primo ma con sole due lunghezze di vantaggio sul Fucecchio.

«Lunedì pesante com’è normale che sia dopo la prestazione contro la Pro Livorno e dopo la relativa sconfitta – commenta il giorno dopo mister Fratini – Siamo consapevoli dell’importanza dei tre punti, ma i ragazzi sentono troppo la responsabilità in questo momento e tutto, anche le cose più semplici, diventa complicato. Alcuni di loro sentono oltremodo questa pressione. Per avere la meglio su una squadra come quella di domenica è necessario metter in campo più cattiveria. Sul terreno di gioco, invece, era la Pro Livorno che sembrava doversi salvare. Alcuni giocatori hanno un atteggiamento infantile e manca nel gruppo quel leader che dà la scossa. Dove non si arriva con la qualità, si deve sopperire con qualcos’altro. Ora lavoriamo sodo sullo zoccolo duro della squadra». Intanto però sulla graticola c’è lo stesso mister. Ieri c’è stato un lungo incontro tra Ferroni e il presidente Spagnesi. Al momento non è emerso nulla. —



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