Il Tirreno

Non è il caso, né il momento di prendersela con i ragazzi

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Buffo quando a fine partita ti fermano per dirti «lo dovete scrivere, dovete scriverli i nomi dei responsabili di questo disastro». Noi li abbiamo scritti quei nomi e quei cognomi, anche parecchie volte, sono mesi che li scriviamo e ne scriviamo. Magari qualcuno avrebbe dovuto leggerli i poveri e maledetti giornali...

E comunque non è continuando a scrivere quei nomi, a ripetere che il Progetto è fallito, a sparare sulla Croce nerazzurra, che si risolve qualcosa. E non lo si risolve nemmeno prendendosela con i giocatori, come ha fatto qualcuno ieri dopo la partita con la Pro Livorno. A questo punto della stagione la rabbia non è solo inutile, è anche pericolosa. Se i punti non li fai con il gioco, puoi farli solo con le motivazioni. Ma cosa gli vuoi dire a questi ragazzi? Che non sanno giocare? Che tirano indietro la gamba? Che lo fanno apposta? Zaccaria è stato chiaro: «Ma secondo voi a noi piace fare queste figurette?». Petrone all’uscita dagli spogliatoi aveva le lacrime agli occhi. Segnatevelo il suo nome, perché in futuro lo rivedrete da qualche parte, in categorie anche più prestigiose, a gonfiar le reti. Ieri questo ragazzo che a 17 anni esordiva in Coppa Italia di Lega Pro nel derby Cosenza-Catanzaro (e lui, di Cosenza, giocava col Catanzaro), è entrato in campo nella ripresa con un bendaggio rigido e una caviglia ancora gonfia e nera. Ce la prendiamo con lui? O ce la prendiamo con Giacobbe, il miglior portiere dell’Eccellenza e quello preso a pallonate più di tutti? Oppure vogliamo prendercela con uno come Buselli? Boh.

Che questa squadra sia stata costruita male lo abbiamo detto. E lo ricorderemo al momento opportuno, ovvero alla fine del campionato, quando ci sarà da preparare la prossima stagione. Ma ora c’è da portare in fondo questa, di stagione. La situazione è drammatica, ma non disperata. Il Cecina continua a perdere come il Piombino, i rossoblù restano ultimi e i nerazzurri penultimi. Mettiamoci in testa che, se tutto andrà bene, il futuro dei nerazzurri passerà dai playout, quindi sarà necessario fare qualche punto e farsi trovare nelle migliori condizioni – anche psicologiche – per affrontare gli spareggi. La salvezza avrà il valore (e la probabilità) di uno scudetto per questa squadra. Dimentichiamo una volta per tutte le sciocchezze della scorsa estate, quando pretendevano di indicarla come anti-Grosseto. Già, il Grosseto. Tra una settimana il Piombino dovrà vedersela con una capolista avvelenata, che ieri ha pareggiato in casa nientepopodimeno che col Cenaia con un gol nel recupero. Ora i punti sulla seconda, il Fucecchio, sono solo 2. A Grosseto sono stati capaci di esonerare uno come Miano perché vinceva e non stravinceva. Figuriamoci con quali intenzioni verranno al Magona. Oh, poi magari vai a sapere. Quest’anno tutto è possibile. —

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