Il Tirreno

la vittoria del golfo a montecatini  

«Decisivo appoggiare palloni sotto canestro»

«Decisivo appoggiare palloni sotto canestro»

Coach Andreazza e il piano vincente: «Abbiamo cambiato le carte in attacco». Bianchi resta in campo e decide il match

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C’era quello striscione, aggrappato alle ringhiere rosse del Palaterme di Montecatini, che parlava chiaro: “Piombino siamo noi”. Il Golfo ha un seguito crescente, c’è ggrande attenzione intorno a una squadra che si trova più in alto del previsto e che non ha alcuna intenzione di fermarsi. Quello che più colpisce dei gialloblù è la coralità. E se di solito questa dote si esprime prevalentemente in difesa, nella partita di ieri contro i rossoblù di Tonfoni è merso un saggio collettivo in attacco. Cinque uomini in doppia cifra, quattro del quintetto base più un grande Camillo Bianchi.

le torri, per dare

scacco vincente

Fondamentale l’apporto dei lunghi. Persico (che a Montecatini era anche un ex di turno) ha agito benissimo spalle a canestro presidiando da par suo il canestro in difesa; ma il miglior rimbalzista (9) è stato Francesco Fratto. Perché a scorrere le cifre di questa partita ti accorgi che è stata davvero una prova di squadra: tutti hanno portato acqua al mulino: chi con i punti, chi con il gioco senza palla, chi con le palle recuperate e appunto i fondamentali possessi sui secondi tiri, da sempre una delle chivi per “leggere” il basket.

edoardo e il piano

Il piano partita di Piombino, almeno per l’avvio, è parso chiaro: cercare Persico e vivere sui suoi canestri o i suoi scarichi. L’impatto sulla gara del pivot ospite è devastante: praticamente un play aggiunto. I rossoblù non sono riusciti ad arginarlo e il primo break di Piombino è quasi tutto opera sua. Da lì partono le fondamenta di questa vittoria.

parla il coach

Marco Andreazza accoglie i due punti con soddisfazione, anche perché vede la vetta ancora più vicina: «Abbiamo cambiato marcia nella ripresa. Dopo aver subito 40 punti nel primo tempo, ne abbiamo concessi 27 nel terzo quarto. Ma il nostro merito maggiore è aver cambiato le carte in attacco, ci siamo passati di più la palla e abbiamo palleggiato meno, trovato soluzioni migliori e soprattutto messo la palla dentro per scaricarla. I ragazzi hanno giocato con grande lucidità contro una squadra che non ha mai mollato». Determinante per la vittoria di Piombino le triple di Bianchi: «Com’è strano il basket – rivela Andreazza – lo stavo per togliere per abbassare il quintetto, poi ha segnato la prima tripla e ho deciso di lasciarlo in campo. A volte è una questione anche di fortuna».

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di Redazione web