Il Tirreno

Da Mommio portafortuna. E tra i pali c’è un felino

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I grandi portano bene. C’è poco da fare. Ieri al Magona zitto zitto è spuntato Stefano Da Mommio, ex centrale nerazzurro dei tempi ruggenti, 86 presenze in serie B col Messina di Scoglio e di Zeman, capitano di Livorno e Cecina in C, prima ancora pilastro difensivo di Cuoiopelli e Rosignano. Proprio quel Rosignano (Interregionale) dove all’attacco giocava Riccardo Fratini. Così ieri, dopo la vittoria del Piombino, Da Mommio è andato negli spogliatoi a salutare il vecchio amico che ora allena i nerazzurri. Fratini era nella sua stanza, su una seggiola, boccheggiante, provato dalla tensione. Come ha visto Da Mommio, è schizzato in piedi e gli è saltato al collo. Un lungo abbraccio. Storie belle di calcio e di uomini.

E insomma Da Mommio ha portato bene. E ha parlato: «Non è male questa squadra, i giocatori si impegnano, poi c’è quel 2 in particolare che mi piace». Il 2 era Buselli. «No, non è affatto male questo Piombino. Pensavo peggio, considerando la classifica. Manca però un attaccante che faccia salire la squadra. Si vede che manca». E infatti mancava Petrone, squalificato, che in questi giorni si aggirava al Magona borbottando frasi incomprensibili in calabrese stretto. Si capiva solo che era nero perché voleva giocare, segnare, spezzare questa maledizione. Ci è riuscito Bigazzi, su rigore, a tempo scaduto. Un rigore cercato e conquistato da Principe, uno con cui si potrebbe anche andare a fare una rapina sapendo di avere le spalle coperte. Principe ieri ha picchiato tutti i giocatori del Montignoso comprese le riserve, poi ha estratto il jolly quando sembrava che non ci fosse più speranza per schiodare lo zero a zero. Si è impuntato su un pallone, lo ha trasformato in penalty. Quando Bigazzi è andato sul dischetto, al Magona è calato il silenzio. E non solo perché gli ultrà erano in sciopero. Tutti col fiato sospeso, temendo l’ennesima delusione perché quest’anno manca solo che un meteorite precipiti sullo stadio. E invece no. Bigazzi l’ha messa nel sacco, per un grido di liberazione collettivo che si è sentito dai Diaccioni al porto.

E non ci scordiamo di lui, quello col numero 1 sul groppone. Ragazzi, comunque vada, a fine anno fate un regalo a Giacobbe. Abbiamo il portiere migliore del campionato e la porta più perforata del girone dopo quella del Cecina: Giacobbe ricorderà quest’anno a Piombino come quello più difficile della sua carriera, l’anno della tenuta psicologica. Anche ieri un miracolo nel primo tempo e uno sull’1-0. Un felino tra i pali. Roba che i commentatori Sky ingoierebbero il microfono dalle urla.

Ah bene, via. Una volta tanto. I nerazzurri sono terz’ultimi con 16 punti insieme al Cenaia, sconfitto; hanno scavalcato il Ponte Buggianese (15), che ha pareggiato; e si sono allontanati dal Cecina (10), che ha perso. Ora ci sono tre partite da brivido: trasferta a Castelfiorentino e doppio impegno al Magona con Pro Livorno e Grosseto. Vediamo. Da Mommio ha detto che torna allo stadio. Ci sono testimoni. —



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