Il Tirreno

Il Grosseto è primo e caccia il mister Miano: «Il calcio è anche questo»

Francesca Lenzi
Il Grosseto è primo e caccia il mister Miano: «Il calcio è anche questo»

L’ex allenatore nerazzurro si dice dispiaciuto ma non fa polemiche: «Ho fatto un’esperienza importante»

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O quella? Ma che davvero? Non è possibile. Intorno alle 11.30 di ieri mattina la notizia inizia a girare per tutta Piombino, e non solo: «Il Grosseto ha esonerato Miano». Sembra roba da fantascienza. Com’è possibile che i biancorossi abbiano cacciato l’allenatore della squadra prima classificata in Eccellenza? Eppure è così. L’ex giocatore, e poi tecnico del Piombino, città in cui vive con la famiglia, ieri pomeriggio avrebbe dovuto allenare il Grifone. È però andata diversamente: alle 11 la società grossetana gli ha telefonato per informarlo dell’esonero, prima di affidare la notizia anche a un comunicato stampa: «L’Us Grosseto comunica di aver esonerato il tecnico Sebastiano Miano al quale vanno i ringraziamenti della società per il lavoro svolto con serietà, competenza e abnegazione, e il nostro sincero in bocca al lupo per il futuro». Al di là dei grazie e degli auguri, resta un esonero che ha del clamoroso. Il Grifone dopo 16 giornate è in testa con 38 punti, frutto di 12 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, reduce domenica scorsa dal successo sul Ponte Buggianese. L’unico che può chiarire la situazione è il protagonista, che abbiamo invitato ieri in redazione.

Miano, cos’è successo?

«La società non era soddisfatta del gioco espresso dalla squadra e ha scelto di esonerarmi. Non credo sia per i risultati. Eravamo primi in classifica. Il calcio però è questo e accetto la decisione con tranquillità».

Decisione che era nell’aria oppure è stato un fulmine a ciel sereno?

«La società aveva già manifestato perplessità sul gioco, ma sinceramente non me l’aspettavo. Dispiace perché lascio un gruppo forte, con valori anche umani importanti. Si deve però guardare avanti e stare sereni. Grazie a Simone Ceri e alla società per avermi dato l’opportunità di allenare il Grosseto».

L’esonero comprende anche il secondo Manuel Madau?

« Sì. Sono stato io ad avvertirlo subito dopo la telefonata ricevuta dalla società».

Con il Grosseto ha pure giocato in passato.

«Sì. Dal 2001 al 2005, e mi sono sempre trovato bene. A essere sinceri, anche questi quattro mesi da allenatore sono stati belli. Ho fatto un’esperienza importante e lascio la squadra al primo posto».

La società non era soddisfatta del gioco della squadra. E lei?

« Io ero molto contento, invece. Ho potuto lavorare con ragazzi eccezionali e giocatori forti. L’obiettivo era vincere e credo che alla fine possa essere raggiunto. La squadra è forte e le auguro solo il meglio».

Nemmeno un po’ di dente avvelenato?

«No, non sono il tipo. Forse sbaglio, ma sono fatto così».

A Grosseto resta Francesco Luci, ex nerazzurro che ha fortemente voluto seguirla al Grifone.

«Francesco sta facendo bene. Ha giocato parecchio e realizzato due gol importanti. È un buon giocatore».

Al suo posto arriva Lamberto Magrini.

«Lo conosco bene. Mi ha allenato sia a Grosseto che a Gavorrano. Mi ha telefonato, dispiaciuto per me. È un bravo allenatore, ha fatto sempre la D, vinto campionati, e credo possa fare molto bene».

E adesso?

«E adesso lavoro come sempre, vado a vedere le partite di mio figlio e quelle della prima squadra del Piombino. Mi dispiace per come sta andando ma penso che possa salvarsi».

Ecco, cosa ne pensa di questo Piombino, così diverso dal gruppo allenato da lei?

«Forse si è partiti con troppo entusiasmo e troppe aspettative. Si parlava di anti-Grosseto quando poi la realtà dei fatti ha detto altro e adesso per la salvezza occorre darsi da fare. Nei miei due anni da mister sulla panchina nerazzurra abbiamo creato qualcosa di bello. I ragazzi erano quasi tutti piombinesi con tanta voglia di giocare e con quel quid in più che ti fa dare il massimo per la squadra della tua città. Non voglio però commentare le scelte societarie. Auguro solo il meglio al Piombino e spero si salvi».

Quante telefonate ha ricevuto?

«Tante. E mi hanno fatto piacere. Molte sono state da parte di colleghi increduli. E poi mi hanno chiamato anche i giocatori del Grosseto, dispiaciuti».

Sino a fine stagione resta legato al Grosseto. E poi? Un ritorno nel Piombino?

«Non escludo nulla. Vedremo. Intanto il Piombino ho continuato a seguirlo, e colgo l’occasione per fare i complimenti al Comitato #stadioxtutti per quello che ha fatto e sta facendo. E ripeto, la domenica verrò al Magona a vedere le partite di casa».

Ci promette un selfie in tribuna da postare su Facebook?

«No, no. Non ci sono nemmeno su Facebook. Non sono per niente social. Non mi piacciono queste cose. Io sono per telefonarsi e basta». —
 

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