Gioco
Dall’era Madau all’arrivo del ds Ferroni Il Piombino fatica a restare in Eccellenza
Ad aprile la squadra chiudeva al quinto posto, ora è nei bassifondi della classifica. Il comitato, i progetti, la situazione
In un anno sono cambiate tante cose nel Piombino. Partiamo però da quello che è rimasto: la categoria. Per il quinto anno consecutivo i nerazzurri partecipano al campionato di Eccellenza. Ci sono arrivati sotto la guida di mister Tiziano Di Tonno e con un gruppo di ragazzi del posto cresciuti insieme – sia anagraficamente che tecnicamente – e affiatati. Ecco, qui sta la prima differenza rispetto alla passata stagione. In un anno la squadra è stata rivoluzionata. Sono andati via un bel po’ di giocatori. Ne citiamo giusto un paio, i più importanti anche a livello simbolico: il capitano Luca Gherardini (finito al Venturina) e il vice Alessio Fatticcioni, rimasto nella categoria ma con la maglia del Poggibonsi. A restare sono stati i fratelli Rocchiccioli, Catalano, il cecinese Buselli, e poi i giovani, come Barozzi (poi passato al Cecina), Quarta e Cecchini. Per il resto una girandola di nuovi nomi provenienti da lontano. Anche da molto lontano. Alcuni rimasti, diversi finti nel nulla, altri lasciati liberi con il mercato di dicembre. Il tutto in una stagione che fa penare i tifosi del Piombino, come mai prima d’ora. I primi due anni con Di Tonno in Eccellenza non furono felicissimi, ma la squadra si è sempre salvata con anticipo rispetto alla fine del campionato. Il primo anno di Seba Miano sulla panchina dei nerazzurri partì con molta preoccupazione e qualche dubbio, per virare dopo alcune settimane in un’annata da applausi. L’anno scorso qualcosa iniziò a rompersi. Quell’alchimia fatta di gruppo, staff, gioco e chissà che cosa, cominciò a scricchiolare in un’organizzazione incerta che portò nell’ordine all’addio a febbraio del preparatore atletico Andrea Del Gaudio, a un presidente Spagnesi sempre più defilato, e alle dimissioni a fine stagione di Enzo Madau da direttore generale. In mezzo a mille difficoltà, tuttavia, la squadra rimase una certezza. Dopo un paio di mesi neri, fra dicembre e gennaio, il Piombino riprese slancio nell’ultima parte del campionato, conquistando il quinto posto. Qualcosina però si era rotta. L’abbiamo detto. Il campo era uno dei problemi. L’impianto pure con un sottopassaggio simbolicamente in disfacimento. Una delle note positive di quest’anno? La nascita del Comitato #stadioxtutti, sostegno prezioso al servizio del Piombino e della società che ad aprile parlava di un futuro a basso budget puntando sul vivaio, per cambiare radicalmente filosofia in estate, con l’arrivo del nuovo diesse Alessio Ferroni e un organico largamente rinnovato, a partire dal mister: Nicola Riitano (poi sostituito da Fratini) al posto di Miano, passato al Grosseto. Un progetto, quello lanciato dalla società nerazzurra, che al momento non ha dato i suoi frutti. I nerazzurri, sempre discontinui, hanno chiuso l’anno con la sconfitta – imprevista e pesante – contro il Vorno e con un penultimo posto a pari merito con il Cenaia. E i pisani sono i prossimi avversari dei piombinesi al rientro in campo il 6 gennaio. «L’anno scorso arrivai proprio a gennaio con il Piombino che stava attraversando un momento difficile, poi superato, tanto da finire con un bel quinto posto – afferma Buselli – Ho deciso di restare perché mi sono trovato bene e sperando di fare una bella stagione, eventuale trampolino di lancio per il futuro. Non sta andando bene, però, anche se con gli arrivi di dicembre e le qualità che abbiamo sono convinto potremo far bene. Prima di tutto per la salvezza, e poi, magari, per i playoff. Di migliore tuttavia, rispetto all’anno scorso, c’è sicuramente l’organizzazione e non possiamo lamentarci di nulla. La squadra? Beh, io sono dell’idea che i giovani di una città vadano valorizzati. Sono state fatte altre scelte e va bene, anche se mi è dispiaciuto per alcuni ragazzi andati via. Quanto a me – dice Buselli – vengo da Cecina, però mi sento parte di Piombino dove sono sempre stato trattato benissimo. Domenica abbiamo il Cenaia e l’affrontiamo con la giuste motivazioni per portar via i tre punti, utili non solo per la classifica, ma anche per lavorare meglio in settimana». —
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