Il Tirreno

Il calabrese testardo ma umile che vuole lasciare un segno

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In uno dei suoi “Quaderni dal carcere”, Gramsci definì i calabresi «gente dal carattere temprato come l’acciaio». Acciaio, proprio la prima parola che imparavano i piombinesi fino a qualche tempo fa. La definizione gramsciana si attaglia perfettamente al carattere di Francesco Petrone. Ciccio, come lo chiamano tutti, è cosentino di nascita, catanzarese di scuola calcio. Ed è testa dura, ostinato, orgoglioso. Ma non solo questo. Ciccio è umile. Ciccio ha tecnica, gran fisico, visione di gioco, ampio repertorio di colpi. Ha personalità. Ha testa da professionista, perché lo dimostra negli allenamenti e in partita, ma anche andando a “curcarsi” presto ogni volta che l’indomani deve dare il meglio di sé. Ciccio ha anche un cuore grande così. Tutto questo gli ha consentito di superare infortuni e lo ha spinto a restare a Piombino in un momento in cui altri se ne andavano o venivano rispediti a casa. Lo abbiamo scritto ieri: undici giocatori presi a luglio e rimandati al mittente a dicembre, oltre a due giovani piombinesi (Poggi e Barozzi) andati via per riuscire a giocare. Petrone poteva essere fra quelli con la valigia. Lui non lo dice, ma chi gli è vicino racconta di averci quasi litigato per convincerlo a cambiare aria. Lo cercavano molte società, ieri avrebbe dovuto giocare con una di queste in serie D. Ciccio ha detto no. Vuole andarsene solo dopo aver lasciato un segno del suo passaggio. Dopo aver dimostrato quanto vale. Dopo aver regalato gioie ai suoi attuali tifosi.

Ciccio lo sta facendo bene. Ieri ha segnato una doppietta: palombella e gol di rapina. Due a zero e prima vittoria esterna del Piombino. E terza in assoluto. Certo, la squadra ha girato a dovere, i rinforzi sono di livello (soprattutto Bigazzi ma anche Campelli, per dirne due). Ma Bum Bum Petrone si è fatto trovare pronto. Come sempre. C’è il suo zampino nella prima vittoria del Piombino, quel 3-1 sul Castelnuovo Garfagnana firmato il 17 settembre da Copponi e da una sua doppietta. Poi l’infortunio, il lungo stop, il lento recupero. E il rientro in campo nel finale di Piombino-Cecina, il 26 novembre, per la seconda vittoria dei nerazzurri (1-0, gol di Calabrese). La domenica successiva Ciccio ha giocato la sua prima partita intera contro la Cuoiopelli, è andata come sappiamo (0-2) ma lui si è battuto come un drago. E quindi ieri, a Ponte Buggianese, altri due gol con la sua griffe. C’è sempre lui. «Torneremo! Anche per voi! Non meritiamo di stare laggiù! Forza Atletico Piombino». È la dedica di Ciccio al Comitato e a tutti i tifosi.

Quelli di ieri sono tre punti di platino. Risollevano la squadra dall’ultimo al terz’ultimo posto. Resta in fondo alla classifica il Cecina, a quota 10. Il Cenaia è a 12. A 13 ci sono Piombino e Vorno. E la prossima partita al Magona, ultima di andata, è proprio Piombino-Vorno. Poi la pausa natalizia e alla ripresa, il 6 gennaio, ancora al Magona: stavolta col Cenaia. C’è l’occasione per schizzare via dal fango dei playout. Ed è un’occasione unica. Riprovaci, Ciccio. —

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di Redazione web